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CULTURA | 12 giugno 2019, 07:46

Visita guidata al Castello Gamba di Chatillon tra le opere di Isgrò

Visita guidata al Castello Gamba di Chatillon tra le opere di Isgrò

Ultimi giorni per visitare la mostra 'Emilio Isgrò: i 35 libri dei Promessi Sposi cancellati' al Castello Gamba di Châtillon. L’esposizione, infatti, chiuderà i battenti domenica 16 giugno.

Un ultimo evento legato alla mostra è stato previsto: venerdì 14 giugno alle ore 18 sarà infatti possibile scoprire le opere in esposizione attraverso lo sguardo del suo curatore, Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori: una visita guidata per conoscere il “maestro delle cancellature” e indagare le sue modalità espressive, risalendo all’origine dell’intuizione che lo ha consacrato fra i più importanti artisti concettuali italiani.

Frutto della nuova collaborazione tra il Castello Gamba e Casa Testori, la mostra Emilio Isgrò: i 35 libri dei Promessi Sposi “cancellati” nasce infatti da una delle opere più significative dell’artista Quel che è scritto (1991) che fa parte della collezione permanente del Gamba. L’esposizione mette in relazione l’opera della collezione – di difficile interpretazione per il grande pubblico - e quella più monumentale di Emilio Isgrò I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati (2016), 35 libri dedicati dall’artista alle pagine più celebri de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni aperti su pagine emblematiche. La mostra racconta la poeticità e la profondità del processo creativo delle due opere, attraverso un percorso di avvicinamento e comprensione capace di coinvolgere il pubblico e, in particolare, le scuole, per meglio conoscere e apprezzarne il profondo significato.

Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale. Iniziatore delle “cancellature” di testi, applicate su enciclopedie, manoscritti, libri, mappe e anche su pellicole cinematografiche, Isgrò ha fatto di questa pratica il perno di tutta la sua ricerca. L’artista ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle cosiddette seconde Avanguardie degli anni Sessanta, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977), oltre che ad altre importanti rassegne al MoMA di New York nel 1992 e alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia nel 1994 e le antologiche al Museo Pecci di Prato nel 2008, alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma nel 2013, fino alla grande monografica di Milano in tre sedi (Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa Manzoni) nel 2016. Nel 2017 tre sue importanti opere sono entrate a far parte della collezione permanente del Centre George Pompidou di Parigi.

 

i.d.

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