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CRONACA | 12 giugno 2019, 10:01

Inchiesta appalti, le spese legali di Federico Maquignaz le paga la Cervino spa

Ma il presidente del collegio sindacale, Gianni Odisio, annuncia che nei prossimi giorni sarà completata una verifica interna per accertare la legittimità dell'atto disposto il 21 novembre 2018

Inchiesta appalti, le spese legali di Federico Maquignaz le paga la Cervino spa

Ammonta a 14.280 euro, il compenso stabilito dalla società a partecipazione regionale 'Cervino spa' con delibera del 21 novembre 2018 in favore dell'avvocato aostano Corrado Bellora, difensore del Presidente della società stessa, Federico Maquignaz, indagato per abuso edilizio nell'inchiesta 'Do ut des' dei carabinieri di Saint-Vincent, coordinata dal pm Luca Ceccanti, su un presunto 'giro' di appalti truccati nella Valtournenche.

Com'è noto nell'ambito dell'inchiesta il 20 novembre 2018 furono arrestati Fabio Chiavazza, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Valtournenche nonchè (ai domiciliari) i titolari dell'impresa Edilvu srl di Challand Saint-Victor: Ivan e Loreno Vuillermin e Renza Dondeynaz. Con loro almeno altre 20 persone sono tuttora indagate a piede libero per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione alla concussione; dall'abuso d'ufficio alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Per quanto attiene a Maquignaz (foto a lato), all'avvio delle indagini e per diversi mesi era stato indagato anche per corruzione per presunti illeciti nella ristrutturazione e ricostruzione, promesse nel 2018, del bar Rocce Nere a Plan Maison: Chiavazza lo avrebbe aiutato fraudolentemente a superare limiti previsti dal piano regolatore al progetto di ampliamento dello stabile, di proprietà della Cervino spa; a progetto approvato Maquignaz avrebbe affidato i lavori direttamente alle ditte Bertino ed Edilvi. Per la vicenda è rimasta l'accusa di abuso edilizio verso Maquignaz, che essendo presidente di una società a partecipazione regionale è pubblico ufficiale. Sulla circostanza che vede la stessa Cervino spa impegnata nel sostenere le spese legali del suo presidente, va rilevato che la società non risulta coinvolta penalmente nel procedimento e che le accuse di carabinieri e procura sono rivolte unicamente a Federico Maquignaz, per il quale potrebbe addirittura configurarsi un profilo di responsabilità quanto meno civile se non penale nei confronti della società funiviaria. Sul punto Gianni Odisio, presidente del Collegio sindacale della società Cervino spa, assicura che "è in corso una verifica interna per accertare la legittimità di un atto deciso all'indomani della presa d'atto della sussistenza dell'inchiesta, pertanto sollecito rispetto alla necessità di provvedere alla giusta tutela del vertice societario. Qualora si ravvisassero profili di irregolarità, la situazione potrà essere rivalutata". 

Odisio ricorda inoltre che da tempo la società Cervino ha messo in atto buone pratiche per scongiurare i rischi derivanti dalla Legge 231 sulla responsabilità diretta degli amministratori di una società coinvolta in reati penali".

In caso caso di eventuale processo ai sensi della legge 231 del 2001 - sugli obblighi di una società a vigilare sul corretto andamento della sua 'governance' - la Cervino spa potrebbe essere citata in giudizio quale 'ente soggetto a responsabilità amministrativa da reato'. Sarebbe cioè chiamata al ristoro dei danni danni causati all'ente pubblico dagli illeciti commessi - secondo l'accusa - dal suo Presidente a vantaggio oltreché dell'impresa realizzante i lavori e del funzionario comunale infedele, anche della stessa Cervino spa. "Per ovviare a questa evenienza l'azienda si è dotata di uno specifico Organismo di Vigilanza che ha il compito di verificare costantemente nel tempo la reale efficacia dei meccanismi di controllo e prevenzione.

patrizio gabetti

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