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Chez Nous | 12 giugno 2019, 08:00

Piazze e vie della politica

Rete civica, sotto sotto, vuole spostare a sinistra il baricentro della maggioranza; per questo punterebbe su Luigi Bertschy (Uvp) presidente della Giunta

Piazze e vie della politica

Nonostante le manifestazioni di disponibilità manifestata da parte di Rete Civica a sedersi al capezzale della maggioranza Fosson-Rini per prorogare l’agonia fino al prossimo anno non c’è da farsi grandi illusioni. La politica valdostana, infatti, che siede in piazza Deffeyes è condizionata dalle decisioni di piazza Roncas e via Olietti.

Nonostante il Movimento 5 Stelle abbia socchiuso una finestra per ventilare la maggioranza-minoranza di Fosson-Rini, l’aria rimane pesante e l’orizzonte carico di nubi. Sulla politica valdostana di piazza Deffeyes pesa l’attesa della sentenza da 140 milioni di euro che deve emettere la Corte dei Conti. Sulla politica valdostana di piazza Deffeyes pesano gli sviluppi delle inchieste e delle sentenze di via Olietti.

Per capirci: dei 35 consiglieri in carica, vale a dire Mauro Baccega (Uv-Epav), Luca Bianchi (Uv), Stefano Borrello (Stella alpina), Joel Farcoz (Uv), Antonio Fosson (PnV), Pierluigi Marquis (Stella alpina), Claudio Restano (ex PnV), Emily Rini (Front ValdotainUv), Renzo Testolin (Uv) se si andasse ad elezioni anticipate non potrebbero candidarsi perché in lite con la Regione.

A questi si deve aggiungere Augusto Rollandin che in attesa di senza definitiva per 18 mesi è sospeso dalla carica di Consigliere; c’è poi Marco Sorbara pure lui sospeso per vicende giudiziarie. Ci sono poi i condannati in attesa di appello: Alberto Chatrian e Patrizia Morelli che in caso di elezioni certo non avrebbero vita facile. Oltre a questi ci sono poi almeno una decina di consiglieri che alle elezioni regionali hanno fatto bingo e sanno che non saranno rieletti e dovrebbero tornare a lavorare.

Fatti i conti a spanne dei 35 consiglieri una ventina non sono disposto a chiudere anticipatamente la legislatura; per chiuderla dovrebbero dimettersi 18 consiglieri, a meno che non tirino a commissariare. Ma visto che nessuno vuole lasciare la poltrona  una quadratura del cerchio potrebbero pur trovarla ma a quale prezzo?

In un contesto davvero complicato si innesta la proposta di Rete Civica pronta  a far parte di una maggioranza a termine; per un anno con un programma ristretto ma concreto come l’elezione del Presidente della Regione e della Giunta regionale.

Gli impedimenti però non giungeranno dalle proposte programmatiche, ma delle condizioni politiche che si verrebbero a creare.

Uno Rete civica, sotto sotto, vuole spostare a sinistra il baricentro della maggioranza; per questo punterebbe su Luigi Bertschy (Uvp) presidente della Giunta e la cosa non dispiace certo al leone dorato. La cosa pare non riguardare l’amorfa Uv che è più preoccupata dal dover fare un’alleanza con Rete Civica che ha in Elio Riccarand il guru con il quale il leone rampante è sempre stato ai ferri corti.

Per contro Emily Rini punta decisamente ad un coinvolgimento del Movimento 5 Stelle per dare un sostegno alla Giunta Fosson. Emily Rini ha aperto il cantiere per creare in Valle d’Aosta un’area di centrodestra che si ferma alla Lega. Ma la cosa è prematura.

In altra parte del giornale Bruno Giordano, già sindaco di Aosta, scrive: “le Forze politiche hanno, ormai, abdicato da tempo immemore alle funzioni per le quali erano sorte e che la nostra Costituzione assegnava loro. Vale a dire essere gli interlocutori privilegiati tra eletti e corpo elettorale, centri di elaborazione di idee, proposte, progetti e suggerimenti, portatori di legittimi interessi personali e collettivi della nostra Società”.

E infatti in tutto il bailamme politico è gestito in prima persona dai consiglieri regionali e dalle loro sottocorrenti. Le forze politiche sono state declassate a comitati elettorali. E così nessuno progetta, nessuno elabora, nessuno propone ma tutti campano alla giornata.

Ecco perché la politica valdostana vuole sopravvivere costi quel che costi. Altri quattro anni di dispendi d’oro fanno ben più comodo che gli ideali e gli interessi dei valdostani.

Per questo piazza Deffeyes non decide fino a che non decidono in piazza Roncas e via Olietti.

piero.minuzzo@gmail.com

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