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CRONACA | 11 giugno 2019, 12:11

Patente vietata ai motociclisti valdostani

Manca il piazzale e da inizio anno non si svolgono le sessioni d'esame per le patenti superiori a quelle dei cinquantini

Patente vietata ai motociclisti valdostani

"Abbiamo problemi di piazzale”. I funzionari della Motorizzazione civile regionale rispondo così al telefono a chi chiede in formazione sulle prenotazioni per gli esami di guida delle moto con cilindrata superiore ai  49 cc.

Per i cinquantini gli esami vengono effettuati due volte al mese, mentre per le moto gli esami di teoria sono programmati tutte le settimane ma nopn è possibile sostenere l’esame di guida.

Tutto questo succede da inizio anno e non ci sono previsioni in merito ai tempi.

La Regione, infatti, pare non disporre un piazzale da attrezzare per le prove di esame di guida. In tante altre città solitamente vengono usate le arre dei mercati. Ad Aosta non si è in grado bloccare per alcune ore la piazza del mercato né la piazza del campo sportivo e permettere così di  effettuare le prove. Per non parlare del piazzale Tzambarlet del palaghiaccio e della piscina che nelle mattinate e pressoché inutilizzato. E’ evidente il disinteresse della Giunta regionale che non affronta un problema di semplice soluzione e del quale nemmeno le autoscuole paiono interessarsi.

C’è poi un piazzale da anni abbandonato situato nel comune di Pollein lungo la strada che porta all’autoporto situato nei pressi dello stabilimento Heineken. Un piazzale peraltro recintato e che avrebbe solo la necessità di minimi interventi per destinarlo alle prove di guida per gli aspiranti motociclisti.

Ma la Regione, la Giunta, L’ufficio Motorizzazione, le autoscuole. I cittadini possono aspettare. C’è più tempo che vita: Sempre che il piazzale venga trovato in tempo utile per il rilascio della patente.

Il tutto è nato con le nuove norme per sulle norme per la prova pratica per ottenere la patente A. Il nuovo esame per la patente A1, A2 e A (motocicli con una cilindrata uguale o superiore a 125cc) prevede infatti una prova teorica che resta uguale, con 40 quesiti e un massimo di 4 errori, mentre la prova pratica raddoppia con due circuiti nuovi. Solo dopo si passa al tradizionale giro su strada.

A cambiare sono proprio i circuiti con i birilli. Il primo serve a verificare l'equilibrio del motociclisti: è una prova lenta, composta da uno slalom tra i birilli e da un rettilineo. Per percorrerlo bisogna impiegarci almeno 15 secondi, dimostrando di saper restare in sella nonostante la bassa velocità, con una media di 30 km orari. Poi si cambia circuito e ci si mette alla prova con quello veloce: il test è più lungo e articolato, deve durare al massimo 25 secondi e richiede di frenare in uno spazio limitato per evitare un ostacolo. Come può capitare con una buca, ad esempio. Tutto a 50 km orari, se si vuole restare sotto i 25 secondi.

Per la prova infatti bisogna indossare anche il para-schiena, oltre al casco integrale e alle altre protezioni già obbligatorie come le ginocchiere e i paragomiti.

red. cro.

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