Consiglio Valle | martedì 25 giugno 2019 14:47

Consiglio Valle | 11 giugno 2019, 21:24

Da Bruno Giordano un contributo per ridare dignità e credibilità alla politica

Bruno Giordano

Bruno Giordano

Caro Direttore,

le Forze politiche hanno, ormai, abdicato da tempo immemore alle funzioni per le quali erano sorte e che la nostra Costituzione assegnava loro. Vale a dire essere gli interlocutori privilegiati tra eletti e corpo elettorale, centri di elaborazione di idee, proposte, progetti e suggerimenti, portatori di legittimi interessi personali e collettivi della nostra Società.

Esse, tutte quante indistintamente, sono diventate via via, nella migliore delle ipotesi, contenitori vuoti dove un presunto leaderino costruisce il proprio partito o movimento, poi si sceglie un segretario politico ben sapendo che questi, non essendo legittimato, diventa sacrificabile ogni 3x2; nella peggiore, invece, si sono trasformate in puri e semplici Comitati elettorali (così si dividono pure le spese della campagna elettorale!).

Bisogna dunque prendere atto una volta per tutte che i Partiti e i Movimenti, così come sono andati strutturandosi, non sono più in grado di stare al passo della società civile che, per contro, non arranca ma chiede risposte rapide, chiare e possibilmente risolutive.

In realtà, per dirla in modo molto comprensibile, l’Assemblea regionale della Valle d’Aosta è stata nel tempo sostituita da una sorta di circolo esclusivo – che potremmo chiamare il “club dei 35” – il quale sembra pensare soltanto… “adda passà a nuttata… e poi, se ci avanza tempo… magari…”.

E mentre c’è chi con la lanterna di Diogene cerca disperatamente il nuovo 18° per tirare a campare – e state pur sicuri che lo troverà, dato che l’interesse unico è rimanere il più a lungo possibile in quella sorta di esclusivo CLUB dove l’aria è così rarefatta e inebriante… – potrebbe sempre succedere che in molti, essendosi progressivamente allontanati e stancati, inizino a pensare alla formazione di una Lista civica che guardi esclusivamente agli interessi generali della nostra Città di Aosta e della nostra Regione, che abbia interpreti degni di questo nome, programmi comprensibili e soprattutto realizzabili in tempi non biblici.

Nel frattempo, auguriamoci che qualche novello Socrate riesca a riscrivere le principali discriminanti tra Forze di destra, di centro e di sinistra, perché francamente ora come ora si fa fatica a comprenderne le differenze.

Quanto ai tanti, forse troppi, autonomisti nostrani, sarebbe ora che imparassero ad esserlo seriamente e, in nome del federalismo, delegassero più poteri ai Comuni e ai Sindaci, ossia a coloro che sono maggiormente prossimi ai loro concittadini, e che facessero le riforme che devono, a cominciare dalla legge di riparto n. 48, e allora riacquisteranno un minimo di credibilità da cui ripartire!

Certo si potrebbe sempre stare a casa, comodamente seduti, a osservare il progressivo sfacelo che avanza inarrestabile davanti ai nostri occhi. Ma mi chiedo, e Vi chiedo: senza provare a fare qualcosa non saremmo anche noi tutti, almeno in parte, un po’ corresponsabili?

Bruno Giordano

Caro Bruno, grazie per il contributo.

E chi potrebbe darti torto? Potrebbero contestarti solo i poltronisti che da qualche tempo la fanno da padroni delle ferriere.

Se ho ben capito considero il tuo contributo come un sasso nello stagno che genera onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, distanze e persone diverse che vogliono bene alla Petite Patrie e pensano al progetto di una lista e una candidatura dal basso.

Una lista e una candidatura dal basso per dire basta alla politica dei colletti bianchi, del camaleontismo, dell'opportunismo e agli esperti in sfruttamento degli elettori. pi.mi.

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