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ATTUALITÀ | 10 giugno 2019, 11:54

Si riuniscono sul Monte Bianco gli astronomi che studiano l’universo dall’Antartide

Da lunedì 17 a mercoledì 19 giugno 2019, ricercatori provenienti da osservatori astronomici e università di tutto il mondo si ritroveranno al Pavillon di SkyWay Monte Bianco per discutere delle osservazioni astronomiche compiute da uno dei luoghi più remoti sulla faccia della Terra: l’Antartide

Si riuniscono sul Monte Bianco gli astronomi che studiano l’universo dall’Antartide

Si tratta del quinto Workshop di SCAR AAA (Scientific Committee on Antarctic Research, sezione Astronomy and Astrophysics from Antarctica), importante convegno scientifico internazionale che radunerà in Valle d’Aosta i responsabili di tutti i progetti astrofisici insediati al Polo sud. Per la grande rilevanza scientifica e culturale, il convegno ha ricevuto il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

Il Workshop è co-organizzato dall’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta insieme alla sezione di astronomia e astrofisica del Comitato scientifico per la ricerca in Antartide. Dal 2016 il centro di ricerca e cultura scientifica a Saint-Barthélemy è capofila dellacollaborazione internazionale che gestisce il telescopio IRAIT/ITM (International Robotic Antarctic Infrared Telescope / International Telescope Maffei).

Lo strumento è il telescopio di maggiore apertura (80 cm) presente al Polo sud per l’osservazione nelle bande della luce visibile e del vicino infrarosso.

Il direttore dell’Osservatorio Astronomico, dott. Jean Marc Christille, è anche il responsabile scientifico del progetto IRAIT/ITM. Ha partecipato a tre missioni in Antartide per curare in prima persona la robotizzazione del telescopio, installato alla base italo-francese Concordia, sita su un vasto altopiano ghiacciato battezzato Dome C.

“Il continente bianco è un luogo privilegiato per compiere ricerche astronomiche dalla superficie del nostro pianeta spiega - Jean Marc Christille -. La presenza di acqua in atmosfera è un ostacolo all’osservazione astronomica, nella banda della luce visibile e soprattutto in quella della radiazione infrarossa, perché le particelle diffondono o assorbono le onde elettromagnetiche provenienti dallo spazio. Ma al Polo sud le temperature estremamente rigide fanno sì che il tasso di vapore acqueo e umidità, in particolare nelle zone interne, sia decisamente basso, quando non praticamente nullo.”

Le osservazioni ne traggono un inequivocabile beneficio.

“È un onore sostenere un evento di questa portata - evidenzia la Presidente del Consiglio regionale, Emily Rini -, che si innesta tra le iniziative già organizzate con successo nell'ambito sia della ricerca scientifica ad alto livello sia della divulgazione della conoscenza astronomica. Sono certa che la Valle d'Aosta saprà confermarsi scenario ideale per un proficuo confronto tra la comunità scientifica internazionale.”

L’imponente panorama del massiccio del Monte Bianco e l’avveniristica struttura di SkyWay, due emblemi della Valle d’Aosta nel mondo, offriranno una cornice unica all’incontro.

La Sala conferenze “La Verticale” del Pavillon, che ospiterà le sessioni mattutine e pomeridiane del convegno, si trova a circa 2.200 m di quota. “I dirigenti dello SCAR AAA hanno scelto con convinzione una location così ricca di fascino - continua Jean Marc Christille - . Anche il Monte Bianco è legato all’Antartide: è sulle sue pendici, per esempio il Colle del Flambeau, che i ricercatori e i tecnici italiani in partenza per le missioni al Polo sud si addestrano per imparare a fronteggiare le condizioni estreme che troveranno a oltre 12.000 km da casa.”

Christille partecipa in prima persona all’organizzazione del Workshop, in qualità di membro dello Scientific Organizing Committee (SOC), la commissione che seleziona i contributi scientifici che saranno presentati dai ricercatori, e di presidente del Local Organizing Committee (LOC), il gruppo che si occupa dell’organizzazione operativa e logistica del convegno.

“Tutti gli organizzatori ringraziano il Consiglio regionale della Valle d’Aosta per il prezioso sostegno e SkyWay Monte Bianco per l’accoglienza”, aggiunge il direttore.

 Fanno parte del LOC anche la dott.ssa Chiara Salvemini e il dott. Matteo Calabrese, entrambi giovani ricercatori dell’Osservatorio Astronomico a Saint-Barthélemy.Il quinto Workshop di SCAR AAA è un confronto tra esperti che si scambiano idee, opinioni e risultati per coordinare insieme la programmazione delle attività di ricerca astronomica dal Polo sud per il decennio 2020-2029. Tra i luminari presenti citiamo la prof.ssa Anna Moore, dell’Australian National University di Canberra, in Australia, il prof. Xuefei Gong dell’Istituto di Ottica e tecnologie astronomiche dell’Accademia cinese delle Scienze a Nanchino, in Cina, e il prof. Paolo de Bernardis, della Sapienza Università di Roma.“Anche nell’epoca dei contatti immediati in remoto da qualsiasi parte del globo, Antartide compresa, incontrarsi di persona resta comunque la maniera più efficace per discutere soluzioni, tessere relazioni, ideare progetti - conclude Jean Marc Christille -. Grazie all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, il territorio valdostano sarà protagonista di questo appuntamento di eccellenza scientifica, contribuendo a confermare la nostra regione come prestigioso luogo d’incontro a livello internazionale. Je suis heureux de travailler afin de promouvoir la Vallée d'Aoste comme carrefour de la recherche scientifique internationale.

red. cro.

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