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Chez Nous | 08 giugno 2019, 12:00

Ciao

Ciao

Quando un amico ci lascia siamo invasi da un vuoto indescrivibile. Se questo è un amico con il quale hai condiviso decenni di esperienze, avventure e iniziative il dolore è tanto più forte perché non riesci a capacitarti che non puoi più pensare a qualcuno che ti voleva bene.

E sono in tanti in queste ore a provare sentimenti di dolore, costernazione, dispiacere, amarezza e tristezza per la morte di Gerardo Beneyton. Prova dolore anche chi ha sempre fatto conto sulla bontà e generosità di Gerry per raggiungere propri obiettivi anche se non proprio nobili.

Penso a chi ha fatto ricorso alla disponibilità di Gerardo per raggiungere obiettivi politici. Gerardo Beneyton era sempre disponibile perché il suo obiettivo e la sua ragione di vita erano la valorizzazione delle attività agricole ed il benessere dei nostri campgnards che a Roma, per farsi capire meglio nei meandri ministeriali, amava chiamare Giardinieri della Montagna.

Se tanto si parla di Agricoltura di Montagna, di Agricoltura Eroica, di fragilità della Montagna lo si deve anche a lui convinto che la Montagna poteva vincere la sua sfida solo se puntava sulla qualità.

E la sua battaglia l’ha iniziò nel 1985 con il primo convegno organizzato in Valle sul Latte di Qualità. All’incontro di Cogne presero parte direttori ministeriali, politici, amministratori allevatori.

Ed è proprio per la sua generosità politica che recentemente abbiamo avuto un battibecco. Avevamo visioni diverse sulla Giunta regionale nta dopo le elezioni del 2018. Un battibecco che ci ha fatto perdere di vista e in me rimane il dispiacere di aver scambiato con lui, solo per whatsApp, gli auguri di Pasqua e di non averlo più incontrato. Scusami Gerardo.

Mi inviò il messaggio che pubblico per ricordo ma soprattutto perché è un messaggio di incoraggiamento e di sopportazione del dolore per la moglie Silvana e per tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Non ci sono parole in grado di esprimere il dolore. Immagino il vuoto che prova la cara Silvana che dovrà proseguire la strada tracciata da Gerardo che voglio ricordare con la poesia di Fernando Pessoa

La morte è la curva della strada

La morte è la curva della strada,

morire è solo non essere visto.

Se ascolto, sento i tuoi passi

esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno s’è smarrito.

Tutto è verità e passaggio.

Ciao Gerardo

piero.minuzzo@gmail.com

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