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Confcommercio VdA | 05 giugno 2019, 13:11

Pugno duro della Regione contro i gestori di sale slots, Confcommercio VdA in campo a tutela dell'occupazione

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio VdA

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio VdA

Modifiche possibili per tabaccai e ricevitorie che gestiscono Sisal, giochi di scommesse e gratta&vinci, ma non per i titolari di sale slots machines in tutta la Valle. Questo il dato che emerge dalle audizioni svoltesi oggi in quinta Commissione consiliare regionale sulla nuova legge regionale contro la ludopatia in vigore dall'1 giugno.

"Dal confronto con la Regione è emersa una positiva apertura verso i gestori dei giochi in concessione dallo Stato - spiega Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta - ma chiusura pressoché totale verso le slots. Per salvaguardare l'occupazione dei circa 200 dipendenti di sale slots in Valle vicini al licenziamento abbiamo chiesto una proroga all'esecutività della legge in attesa di nuove disposizioni a livello nazionale, ma da quanto ho capito su questa possibilità vi è una forte resistenza".

La nuova legge regionale prevede la chiusura, senza eccezioni, delle sale gioco e di qualunque altro identico spazio (ad esempio una zona 'dedicata' in un bar) che si trovi a una distanza in linea d'aria inferiore a 500 metri da scuole, chiese, compro-oro e sportelli bancomat ovvero 'luoghi sensibili' per possibili 'vittime' del gioco d'azzardo così come per giocatori ludopatici alla ricerca di soldi per giocare. Per i gestori delle sale slots la legge non risolve assolutamente il problema anzi lo amplifica perchè costringerebbe i ludopatici a iscriversi ai giochi d'azzardo e ai casinò online.

"Ma da questo punto di vista non abbiamo raccolto molte adesioni dal mondo della politica - spiega Dominidiato -  che anzi ha coralmente anticipato di un anno e mezzo l’entrata in vigore della legge, impendendo di fatto agli esercenti di adeguare, trasformare o quantomeno delocalizzare le loro sedi di attività. Spiace constatare che gli artefici di tale provvedimento sono anche i proprietari di un casinò, quello di Saint-Vincent, di cui la Regione detiene il 99% delle azioni. E che non abbiamo pensato al rischio di introdurre in Valle il gioco illecito, clandestino".


 

i.d.

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