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VIABILITÀ E MOBILITÀ | 03 giugno 2019, 18:29

Riaperto il valico del Gran San Bernardo tra Italia e Svizzera

Riaperto il valico del Gran San Bernardo tra Italia e Svizzera

Dieci giorni fa, la festa per la riapertura del Piccolo San Bernardo tra Italia e Francia. Oggi, lunedì 3 giugno, dopo sette mesi e mezzo di chiusura per la stagione invernale, è stato riaperto al traffico il colle del Gran San Bernardo, collegamento internazionale tra Valle d'Aosta e Canton Vallese in Svizzera al culmine della statale 27 a 2.473 metri di quota.

L'accumulo nevoso ha raggiunto, in alcuni punti, anche i 12 metri di altezza (sette metri, invece, il punto più alto al colle francese). I mezzi dell'Anas e quelli svizzeri hanno rimosso l'ultimo diaframma di neve alle 12, ed è stata subito festa.

"Una giornata importante, come ogni anno, per riaffermare i legami di amicizia con la comunità del Vallese", ha commentato l'assessore regionale al Turismo, Laurent Viérin. Inoltre "quello della Svizzera francofona è il turismo di prossimità per eccellenza della nostra regione".

Christophe Darbellay, vice-presidente del governo del canton Vallese, ha ricordato che "dagli anni Sessanta c'è un traforo che collega i due Paesi, ma passare per il colle come hanno fatto Napoleone, Annibale, i canonici che lo hanno sorvegliato da praticamente mille anni è estremamente emozionante".

Presenti alla suggestiva cerimonia, che ha richiamato sulla sommità del passo una folla di persone provenienti da Italia e Svizzera,  anche il Presidente della Giunta, Antonio Fosson ed il Presidente di Anas Claudio Andrea Gemme.  

La statale 27 era stata chiusa al traffico a metà ottobre a partire dal km 26,200, a monte del comune di Saint Rhemy, in vista della stagione invernale.

  “L’impegno di Anas è costante e molteplice – ha dichiarato il Presidente Gemme – perché è mirato a gestire le esigenze delle statali sulla base della loro ubicazione e per questo ogni strada ha le sue peculiarità. Oggi siamo in questo meraviglioso angolo di montagna, piccolo ma fondamentale per l’importanza del collegamento internazionale con la Svizzera, ed abbiamo assistito ad una riapertura tra la neve, affascinante nello svolgimento quanto importante per i territori coinvolti. Dietro c’è un grande lavoro di uomini e mezzi tecnici di avanguardia”. 

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i.d.

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