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FEDE E RELIGIONI | 03 giugno 2019, 09:30

PAPA: Non cedere alla paura

PAPA: Non cedere alla paura

«Camminare insieme» — il motto che in questi giorni sta conducendo i passi del Papa in terra romena — significa impegnarsi a «trasformare vecchi e attuali rancori e diffidenze in nuove opportunità», senza «aver timore di mescolarsi, di incontrarci e aiutarci».

A spiegarlo è stato lo stesso Francesco nella messa che sabato mattina, 1° giugno, ha aperto la seconda giornata del viaggio. «Pellegrinare — ha sottolineato il Pontefice celebrando l’Eucaristia nel santuario mariano di Şumuleu Ciuc, in Transilvania — è l’impegno a lottare perché quelli che ieri erano rimasti indietro diventino i protagonisti del domani, e i protagonisti di oggi non siano lasciati indietro domani».

E questo, ha aggiunto, «richiede il lavoro artigianale di tessere insieme il futuro», sull’esempio della Vergine che «con il suo “sì” è stata capace di dare il via alla rivoluzione della tenerezza».Con un richiamo alla giovane donna di Nazaret che “dona futuro” alla più anziana cugina Elisabetta si era chiusa significativamente anche la prima giornata della visita papale.

Francesco ha celebrato nella serata di venerdì 31 maggio la messa della festa della Visitazione nella cattedrale cattolica di San Giuseppe, dopo l’intenso momento di fraternità e di condivisione vissuto insieme al Patriarca Daniel. Il Papa lo ha incontrato nel primo pomeriggio, intrattenendosi a colloquio con lui e poi parlando di fronte a tutti i membri del Sinodo permanente della Chiesa ortodossa romena.

Dopo aver ricordato che «esiste una fraternità del sangue che ci precede e che, come una silenziosa corrente vivificante, lungo i secoli non ha mai smesso di irrigare e sostenere il nostro cammino», il Pontefice ha esortato i cristiani del paese a non cedere a una cultura che sradica «i valori dei popoli, indebolendo l’etica e il vivere comune, inquinato, in anni recenti, da un senso dilagante di paura che, spesso fomentato ad arte, porta ad atteggiamenti di chiusura e di odio».

Successivamente, durante la preghiera del Padre Nostro recitata nella nuova cattedrale ortodossa di Bucarest, Francesco è tornato su questo tema, invitando a «non cedere alla paura, a non vedere nell’apertura un pericolo; ad avere la forza di perdonarci e di camminare, il coraggio di non accontentarci del quieto vivere e di ricercare sempre, con trasparenza e sincerità, il volto del fratello».

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