CRONACA | venerdì 19 luglio 2019 17:22

CRONACA | 29 maggio 2019, 17:00

Bici elettriche ed e-bike: se non si conosce la differenza si rischiano sanzioni

Bici elettriche ed e-bike: se non si conosce la differenza si rischiano  sanzioni

Il Codice della strada stabilisce le regole per l'utilizzo di bici elettriche sulle strade pubbliche.

Le bici elettriche vanno per la maggiore, conquistando i favori del pubblico grazie alla combinazione tra tecnologia e sport e per la loro autonomia. Ma non si deve neanche sottovalutare il contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, se facendone uso si lascia a casa l’automobile.

Si nota però parecchia confusione nelle definizioni. Anche in internet le e-bike sono proposte come bici elettriche. Ma la differenza è sostanziale e i dubbi sono molti: uso del casco, possesso della patente di guida, targa, copertura assicurativa, pista ciclabile o strada.

Alcuni chiarimenti su aspetti normativi della questione.

Pedelec sta per Pedal Electric Cycle. Si tratta di biciclette ad azione propulsiva ibrida. Quando si pedala, l’azione del ciclista è assistita da un motore elettrico dalla potenza massima di 0,25 kW (kilowatt), con possibilità di selezionare vari livelli di assistenza.

La velocità massima ammessa è di 25 km/h. Se il motore della bici elettrica interviene solo quando il ciclista pedala e interrompe l’azione al raggiungimento dei 25 km/h, secondo il Codice della strada si tratta di “bicicletta”. È consentita anche una minima assistenza iniziale senza pedalare (velocità massima 6 km/h).

Per questi mezzi, legalmente equiparati a una bicicletta convenzionale, valgono le seguenti regole: l’uso delle piste ciclabili è consentito ed è obbligatorio in presenza di idonea segnaletica.

L’uso del casco e una copertura assicurativa privata di responsabilità civile non sono prescritti dalla legge, ma consigliati. Attenzione: se si manomette il limitatore di velocità e quindi si raggiunge una velocità che può toccare i 45 km/h, si commette una violazione di legge che può costare cara.

Una bici elettrica che raggiunge una certa velocità anche senza pedalare, secondo la legge è a tutti gli effetti uno “scooter o ciclomotore”.

Questi modelli sono definiti in senso stretto e-bike. Come per i ciclomotori, per la circolazione su strada sono obbligatori la targa, l’assicurazione di responsabilità civile, il possesso della patente di guida, lo specchietto retrovisore, le luci di posizione e l’uso del casco. Tutto ciò vale anche per tutte le bici elettriche il cui motore continua ad assistere il ciclista anche a velocità superiori a 25 chilometri orari.

Le sanzioni per le diverse infrazioni (mancanza di targa, guida senza patente o senza immatricolazione, assenza di assicurazione) e soprattutto i costi in caso di confisca possono essere elevati e – in caso di gravi danni a persone o cose – mettere a repentaglio anche le finanze di una persona.

Innanzitutto è necessario capire bene che tipo di mezzo si sta acquistando. Consultare i manuali d’uso oppure chiedere chiarimenti ad un’autorità di pubblica sicurezza può essere molto utile.

L’acquirente di una bici elettrica dovrebbe considerare bene, a priori, l’uso che intende fare del mezzo (bici da città, per pendolari, bici da trekking, bici da corsa). Sul mercato sono disponibili anche bici elettriche pieghevoli.

La consultazione di test effettuati e articoli di riviste specializzate possono aiutare a trovare il modello adatto con un buon rapporto prezzo/qualità.

bruno albertinelli

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore