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CRONACA | 26 maggio 2019, 08:51

Osappp denuncia: 'Carcere Brissogne come punto telefonico pubblico'

Osappp denuncia: 'Carcere Brissogne come punto telefonico pubblico'

Il ritrovamento di due micro cellulari nel carcere di Brissione e in disponibilità di alcuni detenuti è frutto di "brillante operazione della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Aosta che, nel corso di due operazioni di servizio mirate". Lo sostiene l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (O.S.A.P.P.).

I due micro cellulari sono funzionanti e completi di carta sim e carica batterie. Il primo telefonino è stato rinvenuto in data 22 maggio, il secondo in data 24 maggio.

I telefonini sono stati rinvenuti al secondo piano dove sono ristretti detenuti ordinari a regime aperto in celle occupate da un detenuto Italiano e da un detenuto di origine slava ed erano abilmente occultati all'interno di suppellettili che i detenuti avevano scavato per ivi celarli.

In soli due giorni nel penitenziario di Aosta il numero di due telefonini, perfettamente funzionanti, di cui con SIM, ha fatto pensare sarcasticamente ad un ‘posto di telefonia pubblico’, chiaramente illecito e prontamente sequestrato dalla Polizia Penitenziaria che ha ripristinato la legalità.

Commenta Leo Beneduci Segretario Generale O.S.A.P.P. “constatiamo che le carceri con il ritrovamento di “grappoli” di cellulari, come successo nel carcere valdostano, si trasformerebbero, senza l'incessante lavoro di controllo della Polizia Penitenziaria, in luoghi con ‘postazioni telefoniche pubbliche’ ovviamente illecite, che rappresenterebbero uno smacco alle regole primarie di una sicura detenzione, quella di impedire una comunicazione indiscriminata con l'esterno”.

A chi sostiene che il telefonino sarebbe stato utilizzato solo per comunicare con le persone care, Beneducci replica con reiterando una denuncia che l’Osapp da tempo porta all’attenzione dell’Amministrazione penitenziaria: “con gli organici falcidiati dal precedente Governo garantire la sicurezza delle carceri non può essere un lavoro miracoloso della Polizia Penitenziaria, che senza divise e senza mezzi rischia financo di lavorare in borghese nelle sezioni”.

red. cro.

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