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FEDE E RELIGIONI | 25 maggio 2019, 09:30

PAPA: Dio abita nei poveri

E nell’udienza all’Istituto degli Innocenti rilancia l’importanza dell’adozione dei bambini abbandonati

PAPA: Dio abita nei poveri

Le «persone prima dei programmi», perché «Dio non abita nella grandezza di quello che facciamo, ma nella piccolezza dei poveri che incontriamo»: lo ha raccomandato il Papa alla Caritas internationalis, celebrando nella basilica vaticana, nel pomeriggio di giovedì 23 maggio, la messa per l’apertura della ventunesima assemblea generale dell’organismo cattolico presente in 160 realtà del mondo.

All’omelia Francesco ha messo in guardia dalle tentazioni dell’efficientismo e della casistica, «del pensare che la Chiesa va bene se ha tutto sotto controllo, se vive senza scossoni, con l’agenda sempre in ordine, tutto regolato», perché — ha spiegato — «Gesù non vuole che la Chiesa sia un modellino perfetto, che si compiace della propria organizzazione ed è capace di difendere il proprio buon nome.

Povere quelle Chiese particolari che si affannano tanto nell’organizzazione, nei piani, cercando di avere tutto chiaro, tutto distribuito. A me fa soffrire», ha confidato. Commentando poi le letture liturgiche, il Papa ha individuato tre «elementi essenziali per la Chiesa in cammino: l’umiltà dell’ascolto, il carisma dell’insieme, il coraggio della rinuncia». E soffermandosi su quest’ultimo aspetto ha rimarcato che «nel purificarci, nel riformarci dobbiamo evitare il gattopardismo, cioè il fingere di cambiare qualcosa perché in realtà non cambi nulla».

L’indomani mattina il Pontefice ha concesso diverse udienze, pronunciando o consegnando vari discorsi, tra i quali uno per l’Istituto degli Innocenti, che a Firenze da «seicento anni accoglie, assiste e promuove l’infanzia».In proposito ha esortato a «fare oggi un’altra “casa degli innocenti”, più mondiale, con l’atteggiamento dell’adozione». Occorre «creare una cultura di adozione perché i bambini abbandonati, soli, vittime di guerre e altro sono tanti» ha auspicato.

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