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Consiglio Valle | 24 maggio 2019, 18:26

Alloggi Erp tolti a condannati per reati penali, Consiglio Valle approva mozione

Contraria Daria Pulz (Adu), ' per il comportamento di un componente del nucleo familiare, si butterebbero in strada anche i familiari, creando nuovi casi sociali e situazioni di potenziale degrado e allarme sociale'

Un cassonetto bruciato al Quartiere Cogne

Un cassonetto bruciato al Quartiere Cogne

In un futuro non lontano potrebbero essere revocati i contratti stipulati dall'Arer agli inquilini di edilizia residenziale pubblica-Erp responsabili di particolari reati penali o palesemente socialmente pericolosi.

Il litigioso e tartarugante Consiglio Valle si è infatti trovato velocemente d'accordo su tale possibilità e ha approvato con 32 voti a favore e un'astensione (ADU-VdA), la mozione della Lega VdA concernente una corretta applicazione delle disposizioni di cui alla legge regionale del 2013 in materia di edilizia residenziale pubblica.

Il provvedimento è stato emendato in Aula su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici, Stefano Borrello e invita l'Arer a prendere contatti con il Tribunale di Aosta per valutare la predisposizione di un protocollo di intesa fra i due enti per individuare i locatari che abbiano integrato le fattispecie previste dalla normativa per quanto attiene alla decadenza degli alloggi nei casi in cui gli occupanti abbiano adibito l'alloggio ad attività penalmente rilevanti oppure tengano comportamenti socialmente pericolosi per l'incolumità pubblica.

Nell'illustrazione, il consigliere leghista Andrea Manfrin ha sottolineato l'esigenza di restituire gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai locatari meritevoli, rispettosi delle leggi, atteso che la normativa prevede proprio la decadenza.

L'assessore Borrello, ribadito che "il diritto alla casa, se in possesso di tutti i requisiti, è sacrosanto, così come il rispetto del bene pubblico", ha segnalato che "la competenza per la decadenza e le relative procedure non è in capo alla Regione, ma agli enti proprietari, in questo caso l'Arer".

Borrello ha sostenuto che "occorre monitorare i margini di manovra della normativa vigente per garantire i livelli di sicurezza degli assegnatari". In questo senso, ha specificato, "lo strumento del protocollo d'intesa, per definire come comportarsi in un settore così ampio e problematico, in alcuni casi borderline tra attività criminali e potenziali casi sociali, va a tutelare sia il cittadino sia l'ente gestore, e deve essere stipulato con il Tribunale in quanto organismo competente".

Secondo Daria Pulz (Adu), "una società progressista, rispettosa della persona, dovrebbe applicare il principio della responsabilità personale e tendere all'integrazione, anche attraverso la non esclusione di chi sbaglia. Per Pulz l'aspetto più grave derivante dall'applicazione di quanto richiesto dalla mozione "è che, per il comportamento di un componente del nucleo familiare, si butterebbero in strada anche i familiari, creando nuovi casi sociali e situazioni di potenziale degrado e allarme sociale. Anche chi venisse condannato, se privato del domicilio rischierebbe di non poter usufruire delle misure alternative al carcere".

p.g.

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