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FEDE E RELIGIONI | 23 maggio 2019, 09:30

PAPA: Posto d’onore per i poveri

PAPA: Posto d’onore per i poveri

Hanno avuto il «posto d’onore» sul sagrato di in piazza San Pietro i trenta poveri accolti a Gibilmanna, vicino Cefalù, dai cappuccini: Papa Francesco li ha accolti a braccia aperte incoraggiandoli soprattutto a non perdere mai la speranza.

«La Casa di accoglienza “Maria Santissima” — spiega padre Salvatore Vacca — è un realtà piccola ma di grande significato, nata nel 1996 per venire incontro alle diverse situazioni di emarginazione di persone che vivono un disagio di estrema povertà e solitudine».

Vengono garantiti tre pasti gratuiti tutti i giorni dell’anno e una rete di contatti con le istituzioni sociali e sanitarie, spiega il religioso, «in un’atmosfera di famiglia in cui le persone accolte non sono “numeri” da aiutare, ma donne e uomini da amare, proprio come familiari con cui fare un percorso insieme e con cui condividere la propria vita».Significativa, poi, la presenza all’udienza del medico congolese Denis Mukwege, premio Nobel per la pace nel 2018 e premio Sacharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero nel 2014.

In particolare Mukwege si batte «contro gli stupri di guerra» e per «mettere fine all’uso della violenza sessuale come arma», ma anche per un recupero non solo fisico delle donne vittime di soprusi. Ad accompagnarlo il missionario saveriano padre Nicola Colasuonno.Le voci delle donne in piazza San Pietro sono state portate, in particolare, da cinquanta camerunesi impegnate in prima linea nella vita della Chiesa cattolica nel loro Paese.

E dalle trenta componenti del consiglio dell’Union Mondiale de Organisations Féminines Catholiques (Umofc), che concludono i loro lavori il 22 maggio. «L’Umofc, un’associazione pubblica internazionale di fedeli, raccoglie oltre 8 milioni di donne cattoliche — spiega la presidente María Lía Zervino — che lavorano ogni giorno nelle loro organizzazioni a livello di base, nelle loro diocesi, in particolare per promuovere proprio il ruolo delle donne e delle persone più vulnerabili, con l’obiettivo di renderle protagoniste nell’evangelizzazione e nello sviluppo umano integrale».

E, «proprio in quanto donne — afferma — vogliamo contribuire ancora di più a testimoniare il volto femminile nella Chiesa di oggi, seguendo le orme del magistero del Papa». Oltretutto «nel 2020 celebreremo i 110 anni della fondazione della nostra associazione».Significativo, inoltre, l’incontro di Francesco con gli studenti del liceo scientifico “Pasolini” di Potenza che, attraverso un progetto di alternanza scuola e lavoro, hanno affrontato di petto la questione dell’inclusione, facendo riferimento alla Casa Don Tonino Bello dove sono accolti poveri, stranieri e persone in difficoltà.Il sacerdote congolese don Robert Ngongi ha quindi presentato a Francesco il servizio svolto dall’Opera per la promozione dell’alfabetizzazione nel mondo, di cui è presidente.

Fondata 47 anni fa, l’istituzione ha sostenuto oltre quattromila progetti legati all’istruzione e alla formazione professionale soprattutto dei bambini più poveri.Tra i presenti anche alcuni rappresentanti della Fundación Líderes de Gobiernos Locales, la rete che unisce rappresentanti sociali di diversi Paesi dell’America latina.

E intanto, a far respirare a Francesco già il clima dell’ormai prossimo viaggio in Romania, erano presenti sedici sacerdoti cattolici — venuti per celebrare i 35 anni di ordinazione — e coloro che hanno realizzato l’emissione del francobollo ufficiale per l’occasione. Particolarmente significativo, infine, il dono della Slovenia al Papa: un alveare, con due arnie, che ora sarà collocato nella fattoria della Villa pontificia di Castel Gandolfo.

Alveari simili la Slovenia li ha donati anche per i giardini del Palazzo di vetro dell’Onu a New York e della sede dell’Unione europea a Bruxelles. L’iniziativa è stata promossa dagli apicoltori sloveni per la Giornata mondiale delle api che si è celebrata il 20 maggio.

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