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Consiglio Valle | 22 maggio 2019, 09:52

Consiglio Valle: Quasi 100 argomenti da discutere ma sono le parolacce sui social a tenere banco

Andrea Manfrin (Lega VdA)

Andrea Manfrin (Lega VdA)

Iniziato alle 9 con il compito di esaminare 97 punti all'ordine del giorno tra cui leggi, mozioni e importanti modifiche di norme, il Consiglio Valle si è 'incagliato' dopo pochi minuti su una comunicazione della Presidente dell'Assemblea, Emily Rini, sull'uso 'disinvolto' dei social. Stigmatizzando lo scarso controllo da parte del consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA) sui contenuti della sua pagina Facebook, sulla quale in questi giorni sono apparsi commenti gravemente offensivi e aperte minacce di alcuni utenti verso altri, Rini ha  sua malgrado innescato un confronto tra consiglieri su chi abbia la pagina social più politicamente corretta, con tanto di poesia 'sociale' letta in aula da Daria Pulz (Adu).

 

"Ritorno su questo argomento per la terza volta in pochi mesi - ha detto la Presidente  Rini (foto a lato) - in quanto garante del rispetto dell'Istituzione che rappresentiamo e che tutti e 35 siamo tenuti a garantire, adottando comportamenti e atteggiamenti consoni al ruolo che siamo stati chiamati a ricoprire dalle valdostane e dai valdostani.

Rivolgendosi al consigliere Manfrin, Rini si è detta "profondamente indignata come donna, perché nei commenti a un suo post sulla sua pagina facebook - in cui campeggia la scritta 'Consigliere regionale'. Sono rimaste in bella vista per diverse ore parole irripetibili per la loro estrema gravità: questo non è ammissibile". Per Emily Rini "si è responsabili non soltanto di quello che si scrive, ma anche del controllo di quanto viene pubblicato sulle proprie pagine social". La Presidente ha altresì espresso solidarietà a Manfrin per alcuni commenti non certo piacevoli che gli sono stati rivolti, anche sulle pagine delle consigliere Pulz e Nasso.

Daria Pulz dal canto suo ha affermato di essersi sempre attivata per sorvegliare i commenti e che non intende rinunciare al proprio profilo, in quanto i post pubblicati "cercano di suscitare riflessioni critiche e non sono mai pubblicati per istigare prese di posizione violenta. L'uomo è un animale politico, il che significa aver capacità di dialogo, sapersi disporre nella comunicazione intersoggettiva senza prevaricazioni autoritarie, superare il pregiudizio razziale e classista, al fine di saperci disporre verso una democrazia concreta, che non lasci irrisolte le esigenze di giustizia e uguaglianza". La consigliera ha poi voluto dedicare al collega Manfrin e all'Aula la poesia "Figli dell'epoca" di Wislawa Szymborska.

La consigliera Manuela Nasso (M5S) ha ribadito l'esigenza di sorvegliare i commenti pubblicati sui propri social network e ha concordato sul fatto che non si può invocare la mancanza di tempo; piuttosto, ha detto Nasso, occorre incaricare qualcuno o addirittura chiudere profili e pagine se non si è in grado di moderare, personalmente, piuttosto che lasciare pubblicate frasi di odio o insulti personali. Per Patrizia Morelli (Av), il richiamo vale in via generale, per i toni pesanti utilizzati non solo sui social ma anche in Aula: il confronto e anche lo scontro vanno mantenuti su un piano politico, mentre l'offesa personale è personale e non ha obiettivi politici, ma mira solo a screditare la persona.

E' stato poi lo stesso Manfrin a spostare l'attenzione dell'aula su una presunta riunione 'segreta' svoltasi lunedì scorso tra il presidente della quinta Commissione 'Servizi sociali', Luca Bianchi, l'assessore alla Sanità, Mauro Baccega, rappresentanti di categorie economiche e alcuni vertici delle Forze dell'ordine in merito all'imminente applicazione della nuova legge regionale sull'azzardopatìa, che l'1 giugno dovrebbe portare alla chiusura di tutte o quasi le sale slots in Valle.

Manfrin ha contestato la convocazione di una riunione in assessorato e non di una normale audizione in Commissione, rendendo così l'incontro praticamente 'sconosciuto' ai più. Secondo Manfrin, la riunione avrebbe avuto lo scopo di valutare la chiara interpretazione di alcuni passaggi contenuti nella legge.

p.g.

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