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Consiglio Valle | 22 maggio 2019, 17:22

Approvata proposta di legge per la rideterminazione degli assegni vitalizi

Approvata proposta di legge per la rideterminazione degli assegni vitalizi

Con 31 voti a favore e 4 astensioni (Mouv', ADU-VdA), il Consiglio Valle ha approvato la proposta di legge che contiene la rideterminazione degli assegni vitalizi ai consiglieri regionali.

Il provvedimento, presentato dai componenti l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, è finalizzato a dare attuazione all'articolo 1 della legge di bilancio 2019 dello Stato che ha sancito una serie di adempimenti in capo alle Regioni volti alla rideterminazione dei vitalizi, i cui criteri sono stati stabiliti nell'intesa siglata il 3 aprile scorso in sede di Conferenza Stato-Regioni.

La ridefinizione riguarda il sistema della prestazione definita che è stato in vigore fino alla 12esima Legislatura e potrà consentire, in fase di prima applicazione, un risparmio calcolato su base annua di circa 50 mila euro, pari approssimativamente al 5 per cento della spesa annua.

La Presidente del Consiglio, Emily Rini, relatore della proposta, ha spiegato che al fine di giungere a tale intesa, la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali aveva avviato, nei mesi scorsi, un'istruttoria tecnica, richiedendo ad ogni Assemblea legislativa regionale di predisporre simulazioni della rideterminazione e giungendo alla formulazione di una proposta puntuale, condivisa da tutti i Consigli regionali, il cui l'obiettivo è quello di contribuire al coordinamento della finanza pubblica, producendo risparmi di spesa e armonizzando la legislazione regionale.

Emily Rini ha quindi aggiunto che questo passaggio "è positivo perché armonizza questo tema su tutto il territorio italiano, dove esistono trattamenti molto diversificati", evidenziando che la Regione Valle d'Aosta è stata citata come l'esempio più virtuoso fra le Regioni italiane.

Un segnale positivo, per la Presidente del Consiglio, la quale ha puntualizzato che il vitalizio in Valle non esiste più dal 2003, quando è stato introdotto il sistema contributivo, che era ancora bilanciato in maniera non equa, ma che nel 2012 è stato riformulato in maniera da consentire una reale ottimizzazione della spesa pubblica e in particolare una riduzione dei costi della politica.

Ha poi ricordato che nel 2018 è stato dato un altro segnale fortissimo dal Consiglio, quando ha abolito anche il sistema previdenziale e introdotto l'adesione facoltativa al sistema complementare: oggi, sono 13 i consiglieri che non vi hanno aderito, tra i quali anche la stessa Presidente Rini.

Per quanto riguarda, invece, i vitalizi prima della 12esima Legislatura, sui quali questo provvedimento interviene, la Presidente ha specificato che per la Valle d'Aosta non cambia nulla, in quanto il contributo di solidarietà dato dai consiglieri ante 2003 è già pari alla misura introdotta ora, sottolineando che la Valle d'Aosta è l'unica regione dove non c'è stato nessun ricorso. Ha infine concluso che su queste tematiche, al di là delle appartenenze politiche, il Consiglio ha dato prova di serietà. Il Capogruppo di Mouv' Stefano Ferrero ha motivato l'astensione perché "si continua a spacciare per successo quello che invece si fonda sul nulla". Ferrero si è detto fermo sulla posizione che aveva ancora "prima di cominciare a fare politica: i vitalizi vanno aboliti e non tagliati o ridotti come, invece, hanno proposto movimenti che ora sono al Governo nazionale, come il M5S". Per Ferrero, "il politico non deve avere privilegi rispetto al cittadino".

Il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, ha replicato che quanto viene discusso a Roma è frutto delle decisioni del contratto di governo con la Lega e quindi bisogna trovare una mediazione: il M5S, ha detto, è a favore dell'abolizione totale dei vitalizi, ma non avendo ancora il 51% per governare da solo, spesso deve trovare dei compromessi per raggiungere quanto più possibile gli obiettivi prefissati.

Il capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha sostenuto che la politica "deve garantire l'accesso a tutti i lavoratori", ma ha ravvisato che "non c'è pari trattamento tra gli autonomi rispetto ai dipendenti".

Per Marquis "questi non sono argomenti da cavalcare per conquistare l'opinione pubblica, bisogna piuttosto approfondire, fare proposte costruttive con approccio corretto; è un tema che non deve appartenere a nessun partito per fregiarsi col titolo di difensore della corretta spesa pubblica nella remunerazione dei consiglieri".

Il consigliere Alberto Bertin (RC-AC) ha sostenuto che "la politica non è una professione e non può avere una pensione ad hoc. La soluzione adottata alla fine della scorsa Legislatura è, secondo Bertin, "equilibrata, abrogando di fatto il vitalizio".

 

red. pol.

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