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Chez Nous | 18 maggio 2019, 12:00

Il silenzio della paura

Il silenzio della paura

Sul dibattito ed il confronto politico è calato il silenzio. Soprattutto le forze della maggioranza regionale tacciono. Non replicano agli attacchi né alla minacce di querele. Si tratta di un silenzio dettato dalla paura; dalla paura della magistratura.

Un silenzio subconscio per via anche dei tanti consiglieri che sono sotto la lente di osservazione della Corte dei Conti.

In tanti hanno in sospeso dei conti sui quali a breve dovrebbe essere scritta una parola pressoché definitiva. Il riferimento è ai 140 milioni che i magistrati contabili contestano a tanti personaggi per i finanziamenti ai casino.

E così succede che il silenzio della paura penalizza i valdostani. Loro incassano e i valdostani devono remare e aspettare che risolvano i loro problemi.

Sono troppi i consiglieri ai quali è venuta meno la serenità d’animo e di coscienza per elaborare progetti, fare proposte e animare il dibattito politico. La conseguenza naturale sarebbe lo scioglimento del Consiglio Valle e andare a nuove elezioni per dare ai valdostani, o almeno tentare di dare, la possibilità di eleggersi un Consiglio Valle libero da condizionamenti personali.

È proprio per il condizionamento personale e psicologico che nessuno dei 35 Consiglieri regionali voglio ridare ai valdostani la possibilità di dire la loro.

Su 35 consiglieri meno di una decina hanno la pseudo sicurezza di essere rieletti. Tutti gli altri dovrebbero tornare a lavorare.

Sono proprio i Consiglieri messi sotto controllo dalla Corte dei Conti i più timorosi ad andare al voto anticipato perché metterebbero a rischio la loro poltrona e di conseguenza il ricco stipendio.

 Avrebbero difficoltà a pagare avvocati, assicurazioni e magari restituire quanto richiesto dalla Corte dei conti o restituire quanto non versato all’Agenzia delle entrate e per questo hanno la trattenuta del quinto delle indennità e diarie.

Dopo che con i nostri soldi sono stati finanziati per decine e decine di milioni il GH Billia di Saint Vincent ora lo voglio vendere per una manciata di milioni. E tutti loro tacciono; il silenzio della paura.

I nostri si dilettano a fare i politichini dissertando sulla quotazione in Borsa di CvA. Discutono da ignoranti in economia, finanza e borsa. Dagli interventi si è capito che per alcuni la borsa è quella della spesa; per altri la quotazione è la quota dove sono state realizzate le prese di acqua; altri hanno dimostrato di sapere cosa significa entrare i Borsa.

E così tutti discuto a lungo sul sesso degli angeli, ossia di politica, tanto nessuno può contestare il contrario del contrario di tutto.

Le opposizioni vedono sfumare i sogni di progetti che avevano imbastito con chi oggi è in maggioranza. E siccome loro sanno cosa si sono detti nelle segrete stanze; loro sanno quali sono gli obiettivi che aveva il passato governo in materia di CvA e casino; loro sanno quali progetti c’erano alla base di una linea politica che portava ad inglobare la Valle d’Aosta al Piemonte o darla in mano ai milanesi, alcuni minacciano querele agli ex alleati e gli ex alleati tacciono per non essere sbugiardati.

Pur essendo alto il rischio di una catastrofe socio-economia che riguarda tutta la Valle d‘Aosta tutti tacciono. I politichini per la paura gli elettori per disgusto e disaffezione.

E il silenzio della paura vincerà alle elezioni Europee con un alto tasso di astensioni e di schede bianche o nulle.

Il fallimento della Valle è il silenzio della paura e l’opportunismo dei politichini. (ha collaborato un lettore di Emarese).

piero.minuzzo@gmail.com

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