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CRONACA | 17 maggio 2019, 10:45

Maxi inchiesta della procura sul rischio fallimento del Casino

Maxi inchiesta della procura sul rischio fallimento del Casino

Riempie faldoni su faldoni, coinvolge a vario titolo decine di persone e durerà almeno altri sei mesi, la maxi inchiesta condotta dal Gruppo Aosta della Guardia di Finanza sul concreto rischio di fallimento o peggio ancora bancarotta della società Casino spa, che gestisce la Casa da gioco di Saint-Vincent.

Già nel novembre del 2018 il pm Luca Ceccanti aveva chiesto al Tribunale di dichiarare il fallimento del Casino di St-Vincent perchè le Fiamme Gialle in due sole settimane, ma forti anche dei documenti contabili acquisiti in due anni di precedenti indagini, avevano confermato le forti negatività già ravvisate dal dimissionato CdA di Manuela Brusoni, ovvero la presenza di grossi debiti scaduti e una grave crisi di liquidità.

Ma questa è un'altra cosa. In pratica, tutte le diverse indagini che riguardano il Casino de la Vallée sono state accorpate in un solo procedimento 'extra large', condotto dal pm Luca Ceccanti sotto l'egida del procuratore capo, Paolo Fortuna. Gli inquirenti delle Fiamme Gialle al comando del tenente colonnello Francesco Caracciolo lavorano sull'ipotesi che più azioni illecite compiute da diversi soggetti possano aver, dal 2012 ad oggi, portato la Casa da gioco nella catastrofica situazione attuale salvo restando, nell'opinione degli inquirenti, che il piano di concordato presentato a marzo dall'au Rolando fosse, alla luce di una contabilità ultrapassiva, l'unico atto possibile rimasto per evitare la consegna dei libri ai giudici fallimentari. Atto che, però, è tutt'altro che scongiurato.

Diversi filoni d'indagine

La maxi inchiesta racchiude in sé fascicoli riguardanti:

 - appalti di lavori edili e di impiantistica e affidamenti di servizi a ditte esterne da parte della società 'Casino de la Vallée spa'; al vaglio degli inquirenti, gli incarichi a consulenti e a imprese contrattualizzati soprattutto nel corso della gestione dell'au Giulio Di Matteo, ma non solo. L'ipotesi è di un 'buco' di alcuni milioni di euro generato dall'affido illegittimo di lavori perlaltro mal gestiti e/o eseguiti, con danno ulteriore per la Casa da gioco e per la collettività. In questo filone risultano sotto accertamento, ad oggi, una ventina di persone.

 - Un altro importante filone riguarda il crollo del valore del Casinò de la Vallée e dei beni annessi, così come da stima del piano di concordato preventivo e qui sotto la lente d'ingrandimento vi sarebbe principalmente il lavoro svolto da Rolando e dal suo staff, ovvero la valutazione da fare è se la svalutazione indicata nel piano sia inevitabile e frutto di tante azioni negative pregresse o, piuttosto, 'creata ad arte' per giustificare la necessità stessa del concordato così com'è stato proposto.

Nel novembre del 2018 il valore della Casa da gioco valdostana, del Grand Hotel Billia e degli immobili 'no core' era stimato in 102,7 milioni di euro (valutazione successiva alla ristrutturazione costata circa 140 milioni). Un patrimonio che nel piano di concordato preventivo ammesso il 28 marzo dal Tribunale di Aosta è 'sceso' a 23 milioni, con un valore di realizzo stimato in 15,2 milioni. In dettaglio il valore immobiliare della casa da gioco nel piano è stimato in 8,4 milioni (valore di realizzo di 5 milioni), quello del Grand Hotel Billia in 9,3 milioni (valore realizzo 5,6 milioni), quello dei fabbricati funzionali in 2,1 milioni (valore realizzo 1,8 milioni). Inoltre per gli immobili 'no core' è indicato un valore di 3,2 milioni (realizzo stimato in 2,7 milioni). Val la pena ricordare che è di oltre quattro milioni di euro, il costo della procedura di concordato preventivo della Casinò de la Vallée spa. Il dettaglio delle spese è inserito nel piano e sono previsti: 1,2 milioni per il compenso del commissario giudiziale (e le imposte di registro) e 2,1 milioni per la presentazione del concordato (391.000 euro all'attestatore, 428.000 euro all'advisor finanziario, un milione all'advisor legale, 162.000 euro al consulente del lavoro, 58.000 per perizie e pareri di valutazione, 30.000 euro per la revisione limitata).

 - I finanzieri lavorano poi per chiarire vicende contenute in alcuni esposti e relative a possibili illeciti contabili, presunta attività di riciclaggio e ricettazione, incarichi delicati affidati negli anni a personaggi sprovvisti di necessari requisiti e altre ipotesi di reati patrimoniali in corso di definizione.

I tempi dell'inchiesta

Per la mole di materiale documentale in parte acquisito e in parte sequestrato e ora allo studio; per il numero elevato di persone coinvolte (chi in veste di indagato chi in quanto persona a conoscenza di fatti ndr) e per il fatto che nel corso delle indagini sono emerse vicende poi stralciate che hanno richiesto l'apertura di nuovi fascicoli (vedi il caso delle lettere di garanzia scritte nel 2014 dall'allora Presidente della Giunta, Augusto Rollandin , ad alcune banche creditrici della Casino spa), la maxi inchiesta difficilmente potrà essere chiusa entro il 31 dicembre di quest'anno.

Gli inquirenti lavorano a ritmo serrato: la speranza è di evitare in qualunque modo di dichiarare fallito il Casino, ma se questo dovesse accadere, alla Giustizia il compito di punire i colpevoli.

patrizio gabetti

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