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FEDE E RELIGIONI | 16 maggio 2019, 09:30

PAPA: Un grido contro il male che si insinua nelle pieghe della storia

All’udienza generale Papa Francesco parla dell’invocazione finale del Padre Nostro

PAPA: Un grido contro il male che si insinua nelle pieghe della storia

«L’ultima petizione», un «grido scagliato contro» quel «male misterioso che penetra silenzioso tra le pieghe della storia», prendendo forma nelle «esperienze più diverse: i lutti, il dolore innocente, la schiavitù, la strumentalizzazione, il pianto dei bambini»: Papa Francesco ha riassunto così il significato dell’invocazione finale del Padre nostro all’udienza generale di mercoledì mattina, 15 maggio.

Proseguendo con i fedeli presenti in piazza San Pietro le catechesi dedicate alla preghiera insegnata da Gesù, il Pontefice ha preso spunto dal brano delle scritture tratto dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5, 6-9) per soffermarsi sulla settima espressione: «Ma liberaci dal male».

Chi la pronuncia, ha spiegato, «non solo chiede di non essere abbandonato nel tempo della tentazione, ma supplica anche di essere liberato» dal «maligno che tende ad afferrarci e a morderci» come «un leone furioso». Ecco allora l’importanza di questa preghiera attraverso cui «Gesù ci lascia la più preziosa delle eredità», ha assicurato il Papa. Infatti «se non ci fossero gli ultimi versetti del “Padre nostro” come potrebbero pregare i peccatori, i perseguitati, i disperati, i morenti?».

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