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CRONACA | 13 maggio 2019, 22:06

Inchiesta Do ut Des, per la procura era Chiavazza il 're dei trucca-appalti'

Fabio Chiavazza

Fabio Chiavazza

Sei capi d'imputazione singoli, cioè contestati solo a lui; altri nove in concorso a vario titolo con quasi tutti gli indagati. Le 29 pagine che compongono l'avviso di conclusione indagini (415 bis) dell'inchiesta Do ut Des dei carabinieri di Chatillon/St-Vincent nei confronti di 18 tra funzionari pubblici e imprenditori quasi tutti valdostani sono di fatto incentrate sulla figura del 49enne Fabio Chiavazza, ex capo ufficio tecnico del Comune di Valtournenche (sospeso dal servizio e nei prossimi giorni la Giunta municipale dovrebbe prolungare il dispositivo), paese all'ombra del Cervino in cui il presunto giro di corruzione in appalti pubblici tratteggiato dai militari dell'Arma coordinati dal pm Luca Ceccanti avrebbe trovato terreno fertile. Un indagato parlando al telefono lo ha chiamato il 're dei trucca-appalti' e gli inquirenti sono convinti che avesse ragione.

Fabio Chiavazza è accusato di concussione e tentata concussione nei confronti dell'imprenditore valdostano Enrico Goglio: nel 2014 quando era responsabile dell'ufficio tecnico di Saint-Pierre avrebbe dapprima costretto Goglio a consegnarli 20.000 euro "minacciandolo, in caso contrario, di annullare la gara d'appalto e revocargli l'incarico legittimamente ottenuto", si legge nel 415 bis. Poi, non contento, gliene avrebbe chiesti altri 20.000 "minacciandolo di ritardargli i pagamenti e comunque farli trovare ostacoli nei lavori". Minaccia portata poi a compimento: Goglio decise di non cedere alla seconda, esosa richiesta ma quando nel 2016 si aggiudicò un appalto a Valtournenche si ritrovò suo malgrado con Chiavazza a capo dell'ufficio tecnico comunale, il quale riuscì come ritorsione a negarli dei pagamenti in realtà dovuti per le opere svolte. Per questo terzo reato Chiavazza è accusato di abuso d'ufficio. Di fatto l'ingordigia dell'ex dirigente comunale gli è costata cara: Enrico Goglio non ne poté più della persecuzione operata nei suoi confronti da Chiavazza, e ne parlò ai carabinieri che avviarono subito le indagini. 

E' poi accusato di turbata libertà degli incanti per essere riuscito fraudolentemente ad assegnare con affidamento diretto a un solo professionista, violando così la legge sugli appalti, la direzione dei lavori di manutenzione del tratto di strada pedonale denominato 'Fiscada' a Valtournenche;

Il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale è contestato a Chiavazza per aver modificato gli atti pubblici relativi alla gara d'appalto per i lavori di strada 'Fiscada';

E' poi accusato di emissione di fatture inesistenti perchè, 'in qualità di amministratore di fatto della società CMP a socio unico srl' Chiavazza avrebbe emesso alla società Edilvu srl (i cui soci sono indagati nell'inchiesta) fatture per operazioni oggettivamente inesistenti anche per consentire alla Edilvu di incamerare "versamenti corruttivi" e nel contempo evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Oltre a questi sei reati di cui è accusato 'in solitaria', Fabio Chiavazza deve rispondere di accuse relative a corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, e abuso d'ufficio insieme ad altri 13 indagati.

Hanno ricevuto avviso di garanzia per 'Do ut Des' Cristina Camaschella, funzionario del Comune di Valtournenche; gli imprenditori Loreno Vuillermin di 68 anni, Renza Dondeynaz (64) e il loro figlio Ivan Vuillermin (45), di Challand-Saint-Victor; l’ingegnere Corrado Trasino (54 anni, di Saint-Christophe), attualmente impegnato nei lavori di ricostruzione del Ponte Morandi a Genova; il funzionario Anas Adriano Passalenti (43, di Saint-Nicolas); i professionisti Stefano Rossi (54, di Piacenza) e il torinese Rosario Andrea Benincasa di Caravacio (51, di Torino); Nicolò Bertini, titolare dell'impresa edile 'Bertini Aosta srl'; Giuseppe Zinghinì, ingegnere aostano; Stefano Trussardi, artigiano residente in bassa Valle; Ezio Alliod, 58 anni, architetto di Verres; Federico Maquignaz (52 anni) di Valtournenche, presidente e ad della società funiviaria partecipata Cervino spa; Marco Zavattaro (48), architetto di Quart; Enrico Giovanni Vigna (64) di Quincinetto (Torino), amministratore unico della ditta Ivies spa; Ivan Voyat (52) di Gressan, amministratore unico della ditta Edilvi costruzione srl; Luca Frutaz (44) di Saint-Pierre amministratore della Chenevier spa. 

Maquignaz, Zavattaro, Vigna, Voyat, Frutaz e Chiavazza sono accusati per concorso in abuso edilizio nell'ambito della ricostruzione del locale Rocce Nere di Plan Maison a Cervinia.

 

 

patrizio gabetti

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