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CULTURA | 12 maggio 2019, 21:48

Le migrazioni viste dai ragazzi della prima B Itelen Corrado Gex

La classe 1 B ITELEN dell'Istituzione scolastica ITPR Corrado Gex ha realizzato una installazione dal titolo Collateral Stories, in collaborazione con la Caritas e l’Ufficio Scuola della Diocesi di Aosta

Le migrazioni viste dai ragazzi della prima B Itelen Corrado Gex

Attraverso un percorso trasversale che ha visto il coinvolgimento dei docenti Umberto Debernardi, Roberta Foresta e Cecilia Lazzarotto, gli alunni si sono confrontati con la realtà delle migrazioni, anche grazie all’incontro con il volto e la storia di un migrante, Ensa Darbo.

La visita alla mostra fotografica di Ugo Lucio Borga Collateral Damages ha permesso agli alunni di vedere che molto spesso la guerra è una delle cause principali delle migrazioni di uomini, donne e bambini provenienti da tante parti del mondo. Lo studio e l’approfondimento del tema, la lettura del racconto del viaggio di Ensa dal Gambia all’Italia, accompagnato dall’analisi delle principali rotte migratorie sulle carte geografiche, ha condotto gli alunni ad altre storie di migrazioni, quelle personali di alunni e quelle di alcune loro famiglie: dal Sud al Nord dell’Italia, dal Nord Africa all’Italia, dall’Italia dell’Est all’Italia dell’Ovest, dando così origine a quelle che i ragazzi hanno chiamato Collateral stories.

Le storie sono visibili nei volti presenti nell’installazione dove ognuno manifesta il suo punto di vista sulla migrazione. Con quest’opera si vuole innanzitutto richiamare l’attenzione sulla portata di questo immenso fenomeno che è la migrazione, per trasmettere un messaggio di uguaglianza: non c’è differenza di dignità tra le diverse storie di migrazione. Inoltre, la scuola intende proporre un messaggio di speranza in coincidenza con la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo promossa dall’Unesco per il 21 maggio.

"Proprio in questo giorno, martedì 21 maggio 2019 - spiega Patrizia Bongiovanni Chef d'établissement Lycée technique et professionnel régional Corrado Gex si è scelto scelto di presentare il frutto della riflessione degli alunni, per affermare che l’aula scolastica, come recita il messaggio dell’Unesco, può e deve diventare sempre più spazio vitale per crescere e progredire insieme e che il valore dell’accoglienza ci ricorda che siamo impigliati in una ineludibile rete di reciprocità, che intesse la trama di  un  destino comune".

In questo spirito, e attraverso questa installazione, la scuola vuole manifestare, aggiung la Dirigente - "il bisogno di un nuovo umanesimo per il ventunesimo secolo, per rinnovare la fondamentale aspirazione alla giustizia, alla comprensione reciproca e alla dignità che guida tutte le donne e gli uomini”.

red. cro.

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