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Eccellenze Valdostane | 09 maggio 2019, 12:07

Coldiretti VdA schierata a Tuttofood contro i 'falsi alimentari'

Conte e Prandini con il cesto di prodotti 'falsi'

Conte e Prandini con il cesto di prodotti 'falsi'

Un cesto con i prodotti del falso Made in Italy a tavola scovati nei diversi continenti è stato presentato martedì scorso dal Presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini e dal Consigliere delegato Filiera Italia Luigi Scordamaglia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente al Forum organizzato dalle due organizzazioni dedicato al valore della filiera agroalimentare italiana “Da Expo a Tuttofood: Milano porta del cibo italiano verso il mondo” alla Fiera di Milano.

La Valle d’Aosta era rappresentata da Alessio Nicoletta e Richard Lanièce, rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

La consegna del cesto con i prodotti del falso made in Italy agroalimentare - 100 miliardi il valore nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio - rappresenta un invito a continuare la battaglia nei confronti dell’agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale.

 

A far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come l’embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato, dal salame Italia alla mozzarella “Casa Italia”, dall’insalata “Buona Italia” alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin.

A preoccupare è la minaccia di Trump di mettere i dazi sui prodotti europei con la pubblicazione di un black list dei prodotti europei da colpire per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. Basta pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia – sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina.

“In testa alla classifica dei prodotti più taroccati al mondo - sottolinea Richard Lanièce - ci sono i formaggi, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, e la nostra Fontina ha visto crescere in maniera esponenziale le sue imitazioni. Motivo per cui siamo soddisfatti di come, in questo contesto, il decreto crescita preveda - per la prima volta - agevolazioni pari al 50% delle spese sostenute dai Consorzi che operano sui mercati esteri per tutelare legalmente l’originalità dei nostri prodotti e combattere i falsi”.

info Coldiretti

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