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Aosta Capitale | 09 maggio 2019, 14:51

Aosta: Respinta proposta referendum pedonalizzazione Arco Augusto

Aosta: Respinta proposta referendum pedonalizzazione Arco Augusto

Una delle 10 firme a sostegno della proposta di referendum per il ritorno del traffico veicolare in piazza Arco d'Augusto è di un valdostano non residente ad Aosta, requisito invece obbligatorio per costituire il Comitato promotore referendario. Pertanto, la richiesta di referendum è stata rigettata senza appello dagli uffici comunali competenti.

A darne annuncio il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, sulla sua pagina Facebook. "Nella giornata odierna - si legge - il dirigente responsabile dei Servizi demografici ed elettorali, ha inviato una lettera ai proponenti e, per conoscenza anche al sottoscritto, nella quale evidenzia l’impossibilità di accogliere la proposta di referendum. Tra le altre cose, l’articolo 3, comma 2 del regolamento comunale per lo svolgimento del referendum prevede che il Comitato promotore sia composto da un minimo di 10 cittadini, mentre tra i proponenti ve n’è uno residente a Quart: difettano quindi i presupposti per proporre il referendum (soltanto nove sono residenti ad Aosta)».

Altri errori sarebbero stati riscontrati "nella denominazione dei proponenti e nella ricopiatura del numero della carta di identità".

Il referendum era stato proposto e sostenuto dai consiglieri comunali Etienne Andrione (Lega VdA), Lorenzo Aiello (CasaPound) e Vincenzo Caminiti (Gruppo misto di minoranza), che martedì scorso avevano convocato una conferenza stampa sostenendo che il sindaco Centoz non aveva ancora nominato la Commissione che doveva esprimersi sull’ammissibilità del referendum. 

"Questa gente non è in grado di raccogliere 10 persone residenti ad Aosta per proporre un referendum consultivo e pensa di raccogliere 1500 firme come prevede il regolamento?" scrive Centoz – questa gente tra un anno si presenta alle elezioni per gestire il comune quando non è neppure in grado di ricopiare i numeri di una carta di identità? Davvero dobbiamo farci prendere in giro da questi populisti pronti a salire in cattedra e a pontificare mentre, all’atto pratico, non sono neppure in grado di verificare l’ammissibilità formale di un referendum comunale controllando il regolamento?". 

i.d.

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