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EVENTI E APPUNTAMENTI | 07 maggio 2019, 08:01

A Champorcher rivive la magìa dei mulini storici

A Champorcher rivive la magìa dei mulini storici

Il borgo di Champorcher ospiterà, sabato 18 maggio, su iniziativa della referente per la Vallle d'Aosta dell'Associazione italiana degli amici dei mulini storici-Aiams, l'architetto Claudine Remacle, la prima giornata europea dei mulini storici in Valle d'Aosta. L'evento è realizzato con la collaborazione del Comune di Champorcher e dell'assessorato regionale del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali  e soprattutto dei proprietari di mulini.

Ogni anno questa giornata viene replicata in molte regioni italiane ma anche in Francia, Germania, Belgio. A Champorcher, la giornata prevede al mattino, dalle 8,30, presso la sala dell'Espace Champorcher, un convegno sui mulini e la loro evoluzione in Valle d'Aosta. Parteciperanno, con le loro relazioni, il disegnatore Francesco Corni, l’archeologo Mauro Cortelazzo, l’architetto Donatella Martinet, Michele Musso dell’Associazione Augusta di Issime, Emiro Marcoz, proprietario del Moulin Secondin di Aosta e Fausta Baudin, archivista e ricercatrice.

Seguirà il trasferimento al mulino della famiglia di Aurelio Danna, nei pressi del ponte sull'Ayasse verso Outre-L’Eve, per un pic-nic o una polentata (al costo di 10 euro) preparata dalla Pro Loco (prenotazione entro il 12 maggio al n. tel. 3476613014); nel pomeriggio, Aurelio Danna racconterà le vicende del mulino di suo nonno Tommaso e illustrerà il funzionamento delle diverse macchine idrauliche che sta restaurando. Vi sarà la possibilità di visitare il sito archeologico del Moulin de l’Or, con la guida Massimiliano Squinabol e il villaggio di Outre Lève con l’architetto Danilo Marco. Conclusione della giornata verso le 17, presso la casa/mulino di Aurelio Danna e di sua figlia Cristina.

I mulini a vento, e quelli con grandi ruote verticali, fanno parte dell'immaginario collettivo; in Valle d'Aosta decine di piccoli mulini, di privati o consorterie, collocati nei pressi di ogni villaggio, venivano usati per macinare frumento e soprattutto segale ed anche castagne.

Sovente i mulini erano collegati a segherie, mole, forge, frantoi (le 'peste') per schiacciare gli steli di canapa, l'orzo e le noci per ottenerne il prezioso olio. La maggior parte di essi funzionava con una piccola turbina orizzontale in legno o ferro, situata sotto l'edificio e invisibile all'esterno.

I mulini ad acqua sono stati abbandonati negli anni '60 del secolo scorso, quando ormai non servivano più. Ma questi piccoli, discreti edifici erano il cuore vibrante della comunità, ed avevano una porta sempre aperta per chi passava nei paraggi. 

i.d.

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