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ATTUALITÀ POLITICA | 03 maggio 2019, 17:37

Le violenze no TAV uno sfregio al lavoro che manca e che può ripartire solo con i grandi investimenti e collegamenti

Gianna Gancia - Lega: il nuovo Parlamento europeo non lasci più sola l'Italia e il Piemonte nella battaglia per l'alta velocità ferroviaria

Le violenze no TAV uno sfregio al lavoro che manca e che può ripartire solo con i grandi investimenti e collegamenti

Anche quest'anno, a Torino, quella che avrebbe dovuto essere la giornata - perché di festa non si può ancora parlare - dell'impegno civico e politico di tutti per il lavoro si è trasformata ieri in un teatro di violenze intollerabili. Uno sfregio, l'ennesimo, a una città già messa a dura prova dalla crisi, alle sue forze dell'ordine e a quanti, pur con idee diverse, volevano soltanto manifestare pacificamente. Sconcertante che un giorno-simbolo come il Primo Maggio sia ogni anno monopolizzato da chi fa di tutto per danneggiare, impedire e rendere più difficile il lavoro degli altri: di donne e uomini in divisa, di amministratori locali, di imprenditori, commercianti e operai a cui va tutta la mia solidarietà politica e personale.

La linea ad alta velocità Torino Lione resta una priorità e compito del nuovo Parlamento europeo, al quale io mi candido, dovrà essere non più soltanto quello di dire all'Italia: "Fate i lavori in tempo ma i vostri problemi interni non ci riguardano". L'Assemblea parlamentare di Strasburgo, eletta il prossimo 26 maggio, dovrà aiutare il nostro Paese e la Regione Piemonte mettendoli nella condizione di poter lavorare serenamente e senza la minaccia continua della violenza portata avanti sempre da minoranze di soliti noti.

Altrimenti ci troveremo di fronte all'ennesimo caso di un'Europa che dà ordini e compiti a casa all'Italia, assegnandole responsabilità e obblighi internazionali, senza però prestarle il minimo aiuto, esattamente come avvenuto con l'emergenza immigrazione nel Mediterraneo.

Oggi il mio pensiero va a chi voleva manifestare pacificamente per difendere o svolgere il proprio lavoro, o per rivendicare il diritto allo stesso, e si è ritrovato a doversi difendere dalla violenza dei nemici del lavoro.

Lo dichiara Gianna Gancia, capogruppo alla Regione e candidata della Lega al Parlamento europeo.

Comunicato politico elettorale

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