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Il rosso e il nero | 30 aprile 2019, 07:00

NUOVA UNIVERSITA': ALTRA INCOMPIUTA?

NUOVA UNIVERSITA': ALTRA INCOMPIUTA?

A guardarlo dal lato ovest sembra un transatlantico approdato tra le Alpi. Il colpo d'occhio è interessante. Le sue linee sinuose, di cristallo e acciaio, fanno pensare alle onde di un oceano. E' quanto finora costruito per la Nuova Università della Valle d'Aosta. Resta da completare la parte interna di questo blocco, quella che dà verso est.

Dovrebbe, questo primo lotto da ultimare entro il 2020, servire ad ospitare aule, spazi comuni e laboratori. Tutta l'opera rientra in un progetto avveniristico dell'archistar  Mario Cucinella e, una volta completata, dovrebbe avere un costo di circa 100 milioni di euro. In via di completamento è anche lo spazio dedicato a parcheggio per circa 200 posti auto. Questo è allo stato degli atti.

La spesa per il primo lotto, in corso di ultimazione (lato ovest e parcheggio), dovrebbe essere di circa 40 milioni di euro, già finanziata. E il resto?

Completati questi primi lavori resterà da fare molto altro: il restauro conservativo della caserma Beltricco, che dovrebbe ospitare gli uffici amministrativi, e la costruzione del lotto situato ad est, che dovrebbe ospitare lo studentato.

Questo è il punto dolens della faccenda che grava sul destino dell'intera opera. Perché una Università veramente moderna, prevista per circa 2000 studenti, per essere tale deve dare l'idea di un vero e proprio campus. Un centro di socializzazione e di promozione culturale in rete col complesso socio-economico della Valle.

Fermarsi al primo lotto vuol dire trovarsi di fronte ad un'opera incompiuta, una sorta di cattedrale nel deserto. E qui entra in gioco la politica. E non credo sia solo una questione di reperimento di risorse finanziarie, ma anche di volontà politica. A questo riguardo, invece, si registra un silenzio assordante.

Nessuno si pronuncia; non c'è neanche una valutazione politica su ciò che finora è stato fatto. Chi gestirà, se ci sarà, il completamento dell'opera? E come si combina tutto ciò con gli equilibri (o dovremmo dire disequilibri) politici che mutano giorno dopo giorno?

Il rischio è che alla fine a rimetterci sarà ancora l'intera comunità valdostana per l'ennesima occasione perduta dalla politica.                  

romano dell'aquila

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