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Chez Nous | 27 aprile 2019, 12:39

Buso e tacòn

Buso e tacòn

I ricercatori astronomici sono riusciti a fotografare nell’universo il buco nero. Se venivano in Valle d’Aosta entravano direttamente nel buco nero del microcosmo politico valdostano. Più nessuno capisce nulla. Nei partiti una fazione smentisce l’altra  per dare un senso alla loro esistenza.

Sono saltate tutte le gerarchi e gli schemi. Eliminati i generali sono rimasti solo i caporali al massimo qualche sergente di giornata il cui carisma è pari a zero. Tutti sono diventati battitori liberi di se stessi. Tutti sono in attesa non si sa di cosa. O meglio tutti sono in attesa che qualcuno indici la soluzione per evitare le elezioni anticipate e salvare così il ricco stipendio fino al 2023.

E intanto la Valle sprofonda. Non si capisce se Roma ha imparato da piazza Deffeyes o se è la Valle che ha copiato male i due big giallo-verdi che almeno loro spiegano come pensano di risolvere i problemi anche se non li risolvono. In Valle il silenzio è pressoché assoluto. Ora tutti sono in attesa dell’esito delle elezioni europee che nulla cambierà a livello locale ma che rappresenta un appuntamento buono per prendere tempo. Prendere tempo per allontanare di settimana in settimana lo scioglimento del Consiglio Valle e per tanti l’addio a sedie e poltrone.

L’unica possibile speranza è la costituenda Federazione autonomista, dove militano alcuni politici illumitati, che si presenta alle elezioni europee con l’alpista Marco Gheller. Una candidatura che pare indigesta a tanta parte del mondo unionista sul quale bruciano ancora le ferite causate dal duro scontro con Alpe che nel 2017 ha messo all’opposizione l’Uv.

Grava dunque sull’Uv la responsabilità di pensare al futuro della Valle; piuttosto che ai torti subiti in passato l’Uv lavori per riscoprire il territorio, confrontarsi con i valdostani e riapra le porte delle sezioni. Uvp lo sta già facendo.

La costituenda federazione autonomista, partendo dalle elezioni regionali dello scorso anno, ha un patrimonio di circa 22mila voti. E’ da questo dato che la costituenda Federazione autonomista deve partire.

Ma comunque vadano le elezioni è necessario che da parte della costituenda Federazione ci sia uno scatto d’orgoglio; il coraggio di alzare la testa. Se non ci sono le condizioni  per governare si vada subito al voto per il bene della Petite Patrie. Costi quel che costi.

La storia insegna che quando si è toccato il fondo si può risalire. E allora si riparta subito senza timori.

Meglio pochi ma buoni che tanti battitori liberi.

Diversamente si avrà la conferma che xe pèso el tacòn del buso.

piero.minuzzo@gmail.com

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