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ATTUALITÀ | 25 aprile 2019, 20:06

No a riscritture del 25 Aprile, fu un secondo Risorgimento

Le parole del presidente dopo le polemiche suscitate dal ministro dellʼInterno Matteo Salvini che andrà a una iniziativa contro la mafia

Nelle foto Presidente della Repubblica a Vittorio Veneto

Nelle foto Presidente della Repubblica a Vittorio Veneto

"Contro interessate riscritture della Storia" occorre ribadire che la Resistenza e la Liberazione dal nazi-fascismo rappresentano per l'Italia "un nuovo Risorgimento". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla vigilia del 25 Aprile, dopo le polemiche suscitate dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Quest'ultimo ha ribadito di andare a una iniziativa contro la mafia invece che alle celebrazioni di una "festa dei comunisti".

Rivolgendosi alle Associazioni presenti le ha definite "un argine alla verità e un monito permanente contro interessate riscritture della Storia, particolarmente in una fase di trasformazione del rapporto tra informazione e pubblica opinione". Mattarella ha poi ricordato come alla Resistenza abbiano preso parte non solo partigiani comunisti, ma anche i soldati italiani, partigiani di altre idee politiche, perfino sacerdoti: "Con essa la nostra Nazione ha ritrovato la dignità, davvero è stato un nuovo Risorgimento".

Insomma una festa di "tutti gli italiani" ha concluso; quasi un auspicio che le celebrazioni a Porta San Paolo a Roma quest'anno possano vedere la presenza delle Comunità ebraiche, che l'anno scorso celebrarono la festa per conto proprio ricordando la Brigata ebraica, dopo alcuni attacchi antisemiti. Un ricordo che ci sarà anche al Cimitero degli Inglesi, a due passi da Porta San Paolo dove però potrebbe esserci un momento unitario con l'Anpi.

red. pol.

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