ATTUALITÀ POLITICA | giovedì 19 settembre 2019 21:51

ATTUALITÀ POLITICA | 24 aprile 2019, 07:00

10 dicembre 2018

10 dicembre 2018

Giusto per non dimenticare e per ricordare.

Il governo Fosson è nato il 10 dicembre. Si era già visto che nel suo partito, il PnV, c’era chi a fatica aveva lasciato la cadrega nel governo Splegatti e da allora non ha perso occasione per manifestare la simpatia per il verde poltrona.

Comunque fosse la nuova maggioranza Uv,Uvp, Alpe, Stella Alpina PnV si è formata poggiando su due pilastri: rispondere alle istanze dei valdostani e lanciare il progetto di ricostruzione dell’aerea autonomista forte del fatto che è (era) composta da 18 consiglieri.

Il secondo obiettivo era da tempo in embrione visto il fallimento Spelgatti-Gerandin proprio in una fase di emergenza politica e amministrativa. E così la maggioranza dei 18 (15 autonomisti più 3) ha dato corso all'approvazione del bilancio, di una legge elettorale e lanciato in Consiglio regionale una fase di “dialogo” per capire se è come dare solidità ad un nuovo progetto 18-17.

Oggi il primo obiettivo relativo all’emergenza amministrativa è stato raggiunto alla luce, anche, della recente approvazione della variazione di bilancio che ammonta a ben 33 milioni di euro.

Il problema sta nella criticità del secondo pilastro ovvero il dialogo tra le forze autonomiste che si può ben dire non hanno la possibilità, a livello di maggioranza attuale, di crescere numericamente e politicamente.

C’è poi una questione dalla grande valenza politica: ovvero il lodo Front Valdotain e Pnv entrambi fuori dalla federazione degli autonomisti. Due movimenti politici che mettono assieme tre consiglieri di cui un Presidente del Governo, un presidente del Consiglio, un Consigliere Segretario.

Una situazione mal sopportata e non più tollerata dai movimenti che compongono la federazione dei 15 che da alcune settimane con mille fatiche ha  avviato il percorso per  rifondare l’area autonomista; operazione che ha avuto una accelerazione in Consiglio ed in autunno l’obiettivo di giungere alla costituzione in autunno di un unico movimento.

Un’accelerata politica necessaria perché all’interno dei 18 c’era chi già allora guarda più a destra che all’autonomismo per avviare nuove esperienze politiche tutte tese a salvaguardare, se non potenziare, le rispettive poltrone.

Oggi nel primo pomeriggio i 15 consiglieri regionali Uv, Alpe, Uvp e Stella alpina si riuniscono per guardarsi negli occhi e dire cosa pensano di fare in ordine ad alcune decisioni che devono essere assunte immediatamente per evitare il fallimento della Petite Patrie.

I 15 dovranno decidere se  andare avanti con una maggioranza che sarà sotto scacco del 18/mo di turno ogni volta che ci sarà da prendere una decisione. Claudio Restano ha già manifestato il suo pensiero libero.

I 15 dovranno decidere se andare avanti con una maggioranza politicamente strabica visto che di questo passo alle prossime elezioni regionali faranno parte di differenti coalizioni.

I 15 si devono dire se sono disposti a tollerare, alle europee, il voto a destra di alcuni cespugli della maggioranza. Un voto che indebolirà ancor più  il governo Fosson. Tutto questo alla luce, anche, di quanto dichiarato papale da esponenti del PnV che stanno tentando di sfilare il partito dalla maggioranza con l’obiettivo di crearne un’altra.

D’altra parte il PnV ha già affondato a dicembre il Governo Spelgatti e ora pensa di affossare il governo del suo esponente più rappresentativo; Antonio Fosson.

La verifica politica è quindi estremamente importante per assumere decisioni tanto convinte quanto coraggiose per le forze autonomiste alle quali, per il momento, va riconosciuto di aver proposto  un vero progetto politico di ampio respiro.

Ciò verificato se ci sono le condizioni per allargare e o consolidare l’attuale progetto e governare facendo le necessarie riforme strutturali allora è responsabile andare avanti.

Se al contrario vengono meno i presupposti positivi allora il male minore è lo scioglimento anticipato del Consiglio Valle e chiamare i valdostani alle urne perché si esprimano su chi intendono affidare le sorti della Petite Patrie.

La maggioranza è come un malato terminale e prolungarne l’agonia non giova a nessuno ma a farne le spese è la Valle d’Aosta. E’ pur vero che vivacchiare è meglio che morire per tanti consiglieri destinati a perdere l’immeritata poltrona, ma è altrettanto vero che è tempo che i Movimenti dei 15 prendano in mano la situazione e si assumano le responsabili che spettano loro.

I movimenti devono finirla di essere semplici comitati elettorali che chiudono bottega il giorno dopo le elezioni.

Oggi devono essere i movimenti a dare la linea politica e formulare proposte e progetti agli eletti.

I movimenti autonomisti si ricordino il 10 dicembre 2018.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore