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Dai comuni | 23 aprile 2019, 12:03

Gressan: Conclusi i lavori di messa in sicurezza piazza Chiesa Moline

L'Amministrazione ha investito oltre 60mila euro. Intervento del rispetto delle norme stabilite per i Centri Storici. Nuovo Obiettivo la realizzazione di una piazza nei pressi del vecchio municipio

Gressan: Conclusi i lavori di messa in sicurezza piazza Chiesa Moline

La realizzazione dell’opera, progettata dall’architetto Luca Botalla di Gressan, ha dovuto sottostare alle condizioni  della soprintendenza regionale dei beni culturali in quanto la zona di intervento era “centro Storico” e rispettare le norme relative alla vicinanza dei corsi d’acqua - meno di 150 metri - per il quale ha avuto parere favorevole dall’assessorato regionale alle opere pubbliche ed assetto del territorio.

“La messa in sicurezza - spiega il Sindaco, Michel Martinet - era un impegno che ci eravamo presi fin dalla scorsa legislatura perché l'area rappresentava criticità  per gli utenti della strada e per i frequentatori della chiesa,  con questi lavori abbiamo dato una risposta adeguata a quelle che sono le norme del codice della strada e di sicurezza per la cittadinanza. Siamo pienamente soddisfatti del risultato dell’opera".

Oltre a garantire una sicurezza maggiore per la cittadinanza, è stato abbellito uno scorcio importante del territorio che già oggi, con i lavori eseguiti in prossimità dell’adiacente ponte, vedono un afflusso non indifferente di visitatori, che verrà ancora incrementato in futuro dall’apertura della bassa via".

" Si tratta - concluede il sindaco - di un altro tassello del programma elettorale che viene realizzato e che proseguirà con altre iniziative strategiche per il nostro paese, a partire dalla creazione di una piazza per i Gressaen in prossimità del vecchio municipio”.

LA CAPPELLA DI MOLINE

Cappella di Moline

È situata un poco a monte della Place di Gran For, tra il villaggio di Moline e quello di Clapey, presso il vecchio ponte sur torrente di Gressan, all’incrocio di quattro strade. Essa è dedicata a san Pietro Apostolo. L’attuale cappella è stata ricostruita nel 1682 nella stessa posizione della precedente della quale si ignora la data di fondazione e distrutta dal furore delle acque del torrente nel 1860. In una nota di Michel Perron, curato di Gressan dal 1696 al 1728, si legge che: “ L’an 1680, la veille de la pentecôte, le torrent de Gressan se déborda de telle manière que la moitié environ du village de Mollines fut emmené avec la chapelle sur les huict heures du matin et trente trois personnes qui y sont restées, dont on a trouvé que quelques parties du corps… ”.

L’atto di fondazione della cappella attuale, con un legato ricevuto dal curato e canonico di Sant’ Orso, François Rosset, è stato redatto dal notaio Estienne Bonin, il 29 settembre 1682. In seguito al fatto che il villaggio di Moline è stato preservato da una nuova e terribile innondazione nel 1705, la tradizione vuole che sia cantato davanti alla cappella, con l’accompagnamento del tubo falso-bordone, nel pomeriggio di Pasqua, il canto Gaude Flore il cui testo è attribuito a S. Anselmo La cappella di Moline è la più bella e la più grande delle cappele rurali, il suo tetto in lose è in buono stato di conservazione e porta un piccolo campanile a vela ad aperture gemelle che ospitano le due campane.

La facciata intonacata, presenta una piccola finestra circolare sul timpano e due altre sui due lati della porta, tutte ornate di una cornice. La porta, in buono stato, è anch’essa arricchita da una piccola volta. L’interno ben illuminato, presenta una lastricatura in pietre rustiche; il coro è in granito liscio e i muri sono in boisé. Essa è arredata di armadi e da una quindicina di banchi e possiede anche una grande cantoria. Dell’antico altare resta solo la struttura verticale in legno policromo del XVIII secolo, riccamente solpito e dorato, arricchita da due colonne torse e ornate da due candelabri del XVIII secolo. La tela dell’ancona rappresenta, in alto, la Santa Vergine con il Bambin Gesù, corcondata da due piccoli angeli e accompaganta da San Francesco d’Assisi pregante e da Santa Margherita; ai suoi piedi si trova la testa di un dragone, simbolo del demonio vinto.

In basso sono rappresentati San Pietro, che tiene le chiavi in mano, San Bernardo di Mentone, rivestito con un mantello di ermellino e tenente un bastone nella sua mano destra, e San Giacomo Maggiore, con la conchiglia sul suo petto, simbolo del pellegrino, nella quale si disseta lungo il cammino per arrivare al santuario di Compostela.

red. el.

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