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Chez Nous | 23 aprile 2019, 08:00

Ladri di promesse

Ladri di promesse

Pasqua è passata ma il calvario per tanti valdostani è ancora lì con tutta la sua imponenza di problemi, difficoltà e dolori. Ne è un esempio lampante la lettera di un lavoratore del Grand Hotel Billia di Saint Vincent (per chi non l’avesse letta clicchi qui) nella quale evidenzia tutta la disperazione per il licenziamento.

Scrive il lettore, facendo riferimento alle vicende del casino: “abbiamo perso tutti” e rivolgendosi ai politici aggiunge: “avete perso tutti”. Due considerazioni del tutto condivisibili frutto delle azioni sconsiderate di chi ruba le promesse tradendo gli impegno elettorali.

Molti, troppi degli eletti chiedono il voto per fare il bene della comunità, ma poi operano per consolidare i potere e non per mettersi al servizio della Petite Patrie.

E’ da oltre cinque anni che la Valle d’Aosta è in bilico sulla vergognosa instabilità dovuta ai ladri di promesse che nulla fanno per il Popolo e tutto per consolidare le rispettive posizioni di rendita.

L’ultimo esempio è la vicenda della Monterosa Ski. In Consiglio è stato votato un ordine del giorno dell’opposizione che è stato approvato con il voto determinate di Claudio Restano del PnV che della maggioranza è una forza determinante.

E’ ora che i ladri di promesse tornino a casa o vengano messi in condizioni di non più nuocere alla Valle.

Aldo Moro nel suo ultimo discorso prima del calvario pose l'accento sulla necessità di adattare gli equilibri politici italiani alla delicatissima situazione generata dagli effetti innescati dagli "anni di piombo" e sulle conseguenze che lo stato di emergenza e la crisi economica della metà del decennio avevano innescato, una miscela pronta ad esplodere contro le istituzioni democratiche.

Oggi in Valle d’Aosta c’è la necessità viva e sanguinante di adattare gli equilibri politici valdostani alla delicatissima situazione generata dagli effetti dell’instabilità politica innescata dalla fame di potere e di antagonismi personali. 

Se le parole hanno un senso e se i documenti politici sono attendibili  allora è tempo che Uv, Uvp, Alpe e Stella alpina chiedano al più presto la verifica della maggioranza per capire chi c’è e chi no.

Comunque sia sono i 15 Consiglieri di  Uv, Uvp, Alpe e Stella alpina a dover dire ai rispettivi movimenti se sono in grado di governate. Ma è necessario che al più presto costituiscano una federazione con un organigramma carismatico, credibile, rispettabile e rispettoso delle promesse elettorali che troppi politichini hanno rubato.

I tempi sono maturi. La variazione di bilancio è stata approvata e quindi i capitoli di spesa hanno la capienza per far ripartire l’economia.

Il mondo imprenditoriale valdostano guarda con attenzione e interesse l’azione messa in campo dagli assessori Luigi Bertschy e Renzo Testolin ma al tempo stesso è preoccupato per l’instabilità politica ed il continuo cambio di assessori.

Ma l’impressione è che la situazione attuale non consente di rendere innocui i ladri di promesse. E allora o i 15 trovano alleanze politiche per concludere la legislatura oppure meglio andare al voto subito.

La priorità è mettere fuori gioco i ladri di promesse.

piero.minuzzo@gmail.com

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