Consiglio Valle | venerdì 23 agosto 2019 09:46

Consiglio Valle | 21 aprile 2019, 12:00

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Aerea democratica-Gauche valdotaine l'Europa

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Aerea democratica-Gauche valdotaine l'Europa

Le elezioni europee non sono mai state così importanti e decisive per tutti gli abitanti dell’Europa. Ad essere in discussione, oggi più che in passato, è la visione stessa della dimensione europea, la qualità della sua democrazia, con ripercussioni inevitabili, nei singoli stati, nelle regioni, e per i singoli cittadini.

L’Unione Europea ha un futuro?

O bisogna ridimensionare quel progetto nato a piccoli passi nel dopoguerra, portato avanti con entusiasmo e ripetuti allargamenti e oggi messo sotto attacco dalla Brexit britannica e dai sovranismi, neonazionalismi, populismi, estremismi anche in alcuni degli stessi paesi fondatori. Un’Unione Europea diversa significa inevitabilmente anche un cambiamento nei singoli paesi, un maggiore o minor peso delle ricadute di scelte fatte in sede europea a partire proprio dal Parlamento.

La situazione è resa ancora più complessa da una crisi profonda del concetto politico di federalismo e della sua attuazione in Europa, e in Italia in particolare, dopo la svolta nazionalista accentratrice di un partito storicamente federalista come la Lega, che porta con sé gravi ripercussioni anche sull’Autonomia speciale della Regione Valle D’Aosta. Per queste ragioni di dimensione europea che si ripercuotono però in maniera significativa anche su una piccola regione come la Valle d’Aosta, Area Democratica Gauche Autonomiste, grazie al prezioso spazio di confronto politico offerto da Autonomia 4.0, ha cercato di approfondire i temi cardine della questione Europa e ha dato un contributo finalizzato a costruire un progetto di ampio respiro per permettere ai cittadini valdostani, pur consci dei nostri piccoli numeri, di trovare una convergenza il più ampia possibile fra tutte le forze civiche, culturali e politiche della sinistra, del centrosinistra e dell’autonomismo, al fine di rappresentare in modo significativo le nostre aspirazioni federaliste, autonomiste, ambientaliste, progressiste, egualitarie, cogliendo anche l’opportunità di eleggere un parlamentare europeo valdostano.

Consapevoli della complessità della realtà contemporanea, senza ridurci agli slogan vuoti della “nouvelle vague” politica gialloverde, aspiriamo a fare del pluralismo sociale, culturale e politico una ricchezza e una forza, anziché la matrice di sterili distinzioni sul piano pratico. Non abbiamo la pretesa di voler rappresentare un pensiero unico, che anzi ci spaventa perché antitesi del dialogo democratico.

Pensiamo però che, come accaduto nei momenti più tragici della nostra storia contemporanea, occorra unire le forze, come hanno saputo fare durante la Resistenza socialisti, comunisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici e persino monarchici, per contrastare la dittatura e i totalitarismi, con l’obiettivo oggi di sconfiggere le pericolose nuove forme di sovranismo totalitario, che mettono in discussione i diritti fondamentali delle democrazie occidentali.

Per fare questo abbiamo provato ad anteporre la visione di uno scenario europeo alle esigenze di ricondurre le elezioni europee a una piccola conta locale cui paiono interessati alcuni esponenti politici valdostani, preoccupati più da scenari di future elezioni comunali o del confuso ed emergenziale assetto del Consiglio regionale.

Ribadendo che: Abbiamo bisogno di un’Europa più unita ma al tempo stesso più autenticamente federalista e regionalista; e non di un’Europa disgregata dai sovranismi di Stati centralizzati, che sacrifica spesso ai macrointeressi metropolitani quelli delle zone periferiche e di montagna come la Valle d’Aosta. Non è solo una questione di fondi, di risorse specifiche, ma di comprensione della realtà, delle sue peculiarità e infine anche della difficoltà che piccole realtà possano confrontarsi con la burocrazia imperante a Bruxelles.

Lo sviluppo deve essere conseguenza di scelte a sostegno dell’ambiente, con una nuova visione dell’ambiente, non ridotto al dualismo città/cemento e natura/disantropizzata. Esiste infatti oltre alla dimensione metropolitana, un ambiente antropizzato a misura d’uomo che va salvaguardato e difeso. I diritti dell’uomo devono tornare a guidare ogni azione ed essere di nuovo declinati anche in diritti del lavoro, dando a tutti la possibilità di concorrere alla vita della comunità. Nel riconoscere i meriti dei cittadini più attivi e capaci, bisogna rafforzare l’accesso di tutti al diritto allo studio, alla salute, ai servizi, con politiche di redistribuzione della ricchezza e di contrasto della povertà.

Va valorizzato anche in sede europea il ruolo di una piccola Regione Autonoma nel sostenere una dimensione federalista, che riconosce all’auto governo dei territori un valore aggiunto nella dimensione dello sviluppo sostenibile. Per questo va ulteriormente potenziata la strategia di coesione e cooperazione delle regioni alpine, sull’esempio di EUSALP, rafforzando la iniziative di coinvolgimento attivo della società civile e dei cittadini nei processi decisionali.

La nostra ambizione era dunque trovare, almeno una volta, una candidatura di sinistra, centrosinistra, autonomista, condivisa al di là degli schieramenti europei, molto rigidi, o delle aggregazioni italiane, per non dire di alcuni movimenti ad personam di chez nous. Senza sogni e progetti la politica si spegne in logiche di piccolo cabotaggio che non favoriscono certo l’entusiasmo della partecipazione attiva dei cittadini. Questo obiettivo con il raggruppamento autonomista e civico “Autonomie per l’Europa”, apparentato al “PD-SiamoEuropei-PSE”, è stato parzialmente raggiunto.

Ma è un primo importante passo avanti. Un segnale che si può anteporre una visione generale all’interesse contingente di pochi; uno sforzo da non sottovalutare in tempi in cui il tentativo di dimostrare disinteresse o menefreghismo, non fa che favorire le istanze sovraniste, populiste e le destre neoconservatrici e un pericoloso astensionismo.

Nell’esprimere quindi soddisfazione per l’esito del lavoro e della collaborazione con Autonomia 4.0 che ha portato alla nascita della lista “Autonomie per l’Europa”, intendiamo ribadire che la strada da percorrere per battere la destra sovranista e populista sia un’aggregazione di forze politiche e civiche che superi le logiche delle sigle di partito o di piccolo movimento, dando priorità ai contenuti condivisi. Difficile ma non impossibile!

I Coordinatori Gianni Champion Raimondo Donzel

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