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CULTURA | 19 aprile 2019, 12:16

Capire la storia dell'uomo analizzando...le pattumiere dei castelli

Cosa mangiavano e quindi come vivevano i Signori del castello di Cly?

Cosa mangiavano e quindi come vivevano i Signori del castello di Cly?

Gremita giovedì 18 aprile la sala conferenze della Biblioteca regionale di Aosta, per l' incontro con l'archeologo Gabriele Sartorio, dal titolo 'A tavola con i Signori: strategie di allevamento e consumi alimentari attraverso lo studio delle pattumiere nei castelli valdostani'.

La conferenza è stata organizzata nel quadro della rassegna BiblioRencontres, organizzata dal Sistema bibliotecario regionale e dedicata quest'anno a temi scientifici in omaggio al 500esimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci.

Coloro che si occupano di indagare il passato sono alla costante ricerca di fonti che possano confermare o integrare le informazioni provenienti da documenti scritti e da testimonianze monumentali.

L'idea di sottoporre ad analisi scientifiche gli avanzi alimentari rinvenuti all'interno dei castelli di Quart, Graines e Cly, in luoghi specifici utilizzati per secoli come discariche, ha prodotto risultati a dir poco sorprendenti, offrendo ad esempio al ricercatore, in particolare attraverso l'analisi osteofaunistica, elementi per una ricostruzione della tavola dei ceti più abbienti. Un analogo studio, ancora in corso, del sito di Orgères (La Thuile) sta consentendo ai ricercatori di farsi un'idea, pur preliminare, della situazione vigente in contesti più popolari.

Archeologo della Struttura Patrimonio archeologico della Regione autonoma Valle d'Aosta, Gabriele Sartorio ha accompagnato il pubblico attraverso un insolito viaggio nel Medioevo, illustrando come dall'esame di frammenti di ossi animali in un contesto storicamente stratificato si ottengano indicazioni del genere più vario, che possono estendersi fino alla storia del paesaggio agrario valdostano, a sua volta condizionata dai mutamenti del clima, in una regione circondata dalle montagne più alte d'Europa.

Lo studio è il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori che, insieme a Sartorio, hanno lavorato nei castelli (Mauro Cortelazzo, Elena Bedini e Monica Girardi) e nel sito di Orgères (Giorgio di Gangi e Chiara Lebole dell'Università di Torino e Chiara Mascarello, tesista), a testimonianza dell'importanza della convergenza di competenze diverse nella moderna indagine storica.

i.d.

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