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ATTUALITÀ | 15 aprile 2019, 11:51

Senza Don Luigi Maquignaz, 'la Valle oggi sarebbe una cosa diversa'

Luigi Maquignaz tra le guide Luigi Carrel e Italo Muzio dopo la prima ascensione del Picco Muzio nel settembre del 1953

Luigi Maquignaz tra le guide Luigi Carrel e Italo Muzio dopo la prima ascensione del Picco Muzio nel settembre del 1953

Il Salone parrocchiale della Chiesa di Saint-Martin-de-Corléans gremito ha fatto da cornice alla presentazione del volume 'Ho avuto una vita bellissima' di Don Luigi Maquignaz, edito dalla Tipografia Pesando. 

All'evento, organizzato dalla Presidenza della Giunta in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Valle, grande assente è stato, causa motivi di salute , il sacerdote da tutti atteso.    

Ne ha però tratteggiato la vita un commosso Presidente della Giunta regionale, Antonio Fosson, che ha ricordato l’amico sacerdote “punto di riferimento per tutta la comunità Valdostana, che senza di lui oggi sarebbe un'altra cosa“.                                              

Il volume  è stato presentato dal giornalista Giacomo Sado, che ne ha curato la realizzazione                     

Nel libro, Don Maquignaz racconta la sua vita tramite aneddoti ed episodi che descrivono, allo stesso tempo, 90 anni di storia della Valle d’Aosta.

Dagli anni della sua infanzia, trascorsa nella Valtournenche a quelli del fascismo, dalla vocazione fino alla sua ordinazione come sacerdote nel 1953, per arrivare ai momenti trascorsi in montagna con Papa Giovanni Paolo II, le parole dell’anziano parroco testimoniano una vita intensa, trascorsa all’insegna della fede e predicando in parrocchia, in montagna, all’oratorio, sulle piste da sci e sui campi di calcio.

“Nato a Valtounenche il 24 febbraio 1929, don Maquignaz è un prete valdostano grande testimone della sua Vallée e della Chiesa e il libro - intervista ripercorre con lui quasi un secolo . Novant’anni di vita contrassegnata da un proposito come filo conduttore: fare, non solo parlare” Ha spiegato Sado.                  

Don Maquignaz è stato vice parroco a Courmayeur, poi della Cattedrale ad Aosta, quindi parroco a Saint-Pierre, prima di essere nominato Rettore del Seminario maggiore, quindi parroco ad Aymavilles e a Saint -Martin de Corléans .

Negli anni ‘70 e’ stato l’iniziatore del movimento di Comunione e Liberazione in Valle d’Aosta. E ancora: promotore dei due monasteri “Mater Misericordiae” a Quart e “Regina Pacis” a Saint-Oyen e artefice di una lunga serie di realizzazioni che comprende la Villa del Seminario a Valtounenche, La Casa parrocchiale e la Casa delle Opere a Saint-Martin-de-Corléans, oltreche’ di case parrocchiali, chiese, asili e perfino alpeggi.  

Dal 1993 è stato anche economo diocesano e oggi è ancora in attività come Direttore-Economo del Priorato di Saint-Pierre, casa di riposo per i sacerdoti anziani della Diocesi e sede degli esercizi spirituali.

Novant’anni di vita contrappuntata ma sempre ancorata a pochi essenziali appigli: la montagna, i genitori, Dio, la Chiesa, i valori dell’impegno e della fede.    

“Don Maquignaz - ha ricordato Sado - appartiene alla grande tradizione dei preti alpinisti: allievo della grande guida Carrellino, Luigi Carrel, da molti considerato la più grande guida del Cervino, ha scalato 39 volte la Gran Becca, sulla quale ha aperto anche una nuova via”.

val. pra.

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