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CRONACA | 12 aprile 2019, 08:52

Inchiesta appalti, le intercettazioni: Chiavazza al sindaco Camaschella, 'noi ne usciremo puliti'

Fabio Chiavazza

Fabio Chiavazza

"Sapevano che sull'attività amministrativa del Comune di Valtournenche erano in corso procedimenti penali ma non potevano, non riuscivano a sottrarsi ad una prassi assolutamente irregolare di gestione degli uffici". Lo ha scritto, riferendosi ad alcuni indagati e ai loro collaboratori, un sottufficiale dei carabinieri inquirente nell'inchiesta Do Ut Des dei carabinieri di Chatillon/Saint-Vincent su un presunto giro di corruzione nella Valtournenche e in altri Comuni della Valle, che il 20 novembre scorso portò in carcere, tra gli altri, l'ex responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Valtournenche, Fabio Chiavazza.

Nelle migliaia di pagine suddivise in nove faldoni, che compongono il monumentale lavoro (tuttora in corso) dei militari dell'Arma, emergono dunque le 'simbiosi' tra diverse persone che, pur consapevoli di commettere illeciti o quantomeno di esserne a conoscenza e favorire palesi irregolarità, non fanno nulla per modificare la loro condotta. E' il caso, evidenziano i carabinieri, di Deborah Camaschella, sindaco di Valtournenche all'epoca dei fatti (che a tutt'oggi non risulta indagata) e lo stesso Chiavazza. Una lunga telefonata intercettata dai carabinieri nel dicembre del 2017, ovvero undici mesi prima dell'arresto del tecnico comunale, dimostra per i carabinieri "le affinità tra i due "sia in merito alle questioni interne comunali, sia nel sostenersi in merito alle rispettive paure giudiziarie per un procedimento penale pendente presso questa Procura".

E infatti è lo stesso  Chiavazza, che da giorni si sentiva addosso gli occhi della magistratura, a informare il sindaco di essere indagato: "Venerdì sono arrivato a casa e nella posta c'era un avviso di raccomandata con su scritto 'atti giudiziari'...mi ha preso male...perchè io il giorno prima avevo richiesto alla Procura...se io ero soggetto alle indagini preliminari...".

 Il sindaco Camaschella pare interessata a questo tipo di richiesta: "E, come fai a richiederlo?" . E Chiavazza: "C'è un modello...se vuoi te lo giro, te lo giro".

Il sindaco si schermisce e replica "no, tanto io non lo chiedo"; poi Chiavazza assicura di non essere ancora imputato a processo ma "solo iscritto sul registro degli indagati, sottoposto a indagini preliminari". Camaschella replica in tono quasi scherzoso: "Eh beh, tra i sottoposti...probabilmente ci sarò anch'io eh". I due commentano ancora le procedure di notifica degli atti giudiziari, poi Chiavazza spiega "mi hanno iscritto per abuso di atti d'ufficio, ma l'avvocato mi ha detto che dovranno dimostrare quello che dicono..." Camaschella a quel punto si preoccupa: "Cosa può essere?", ma Chiavazza fa il guascone: "baah, perchè, vabbeh, abuso di atti d'ufficio  che tu praticamente hai agevolato uno al posto di un altro per tuo vantaggio personale, per vantaggio nei confronti di una persona a te vicina, tutte queste cose qua...però tanto a me questo non preoccupa...". Camaschella ha una sua idea su come possano essere nati i guai giudiziari: "Sai che ci stanno facendo del male, anche altre persone attorno a me...guarda che noi questa cosa qui non possiamo dimostrarla ma è stata fatta ad arte...invece dovrebbero indagare sui loro amici degli amici...adesso, queste sono ipotesi alla Marco Travaglio o da movimento cinque stelle, però io mi chiedo, perchè farci del male così...cosa abbiamo fatto Fabio..." Illuminante, per i carabinieri, la risposta tranquillizzante di Chiavazza: "ma guarda io lo so già e ne sono sicuro...noi ne usciremo puliti".

 

 

Inchiesta appalti, Chiavazza e sindaco Camaschella si sentivano 'braccati' da magistrati e Forze dell'ordine

patrizio gabetti

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