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ECONOMIA | 11 aprile 2019, 13:21

La Valle d'Aosta risente dell'incertezza economica italiana

La Valle d'Aosta risente dell'incertezza economica italiana

L’economia regionale riflette in parte il clima di incertezza dell’economia nazionale: da registrare un indebolimento di quasi tutti gli indicatori tranne quello relativo alla produzione dove un terzo degli intervistati prevede un aumento facendo così registrare un miglioramento del saldo ottimistipessimisti che passa da un 0% fatto registrare il trimestre precedente ad un +13,16% del trimestre attuale.

Particolarmente significativi sono gli indicatori che provengono dal mercato del lavoro dove il dato sull’occupazione peggiora e torna in territorio negativo e torna a salire la previsione di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni.

Lievi variazioni in negativo si registrano nella composizione del carnet ordini: in particolare diminuisce la visibilità oltre i tre mesi che passa dal 45,45% del trimestre precedente a 38,46% dell’attuale e quella da uno a tre mesi che passa da 40,91% al 26,92% dell’attuale; aumentano di conseguenza il numero delle imprese che dichiarano avere ordini per meno di un mese dal 13,64% del trimestre precedente al 34,62% dell’attuale. Da notare che l’andamento del portafoglio ordini è simile sia per le industrie del settore manifatturiero che per quello dei servizi.

Peggiora, seppur di poco, (di cinque punti percentuali) il tasso relativo all’utilizzo della capacità produttiva e meno ottimistiche sono anche le previsioni di investimento rispetto al trimestre passato: le aziende che prevedono un ampliamento della capacità produttiva scendono al 23,33% (era al 31,03% lo scorso trimestre) mentre salgono quelle che hanno in previsione interventi di semplice sostituzione dal 31,03% del trimestre precedente al 40% dell’attuale.

L’andamento degli incassi è in leggero peggioramento rispetto al trimestre precedente: più della metà degli imprenditori intervistati segnala ritardi nell’andamento dei pagamenti rispetto ai termini pattuiti. Diminuiscono, invece, seppur di poco i tempi di attesa medi per i pagamenti, sia quelli privati sia quelli relativi alla Pubblica Amministrazione.

“Le valutazioni delle aziende valdostane riflettono le crescenti criticità dello scenario geopolitico internazionale ed italiano – dichiara Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta – tale tendenza è confermata anche dalle previsioni per il secondo trimestre 2019 dove a parte alcuni 2 dati in controtendenza le previsioni riflettono l’incertezza sull’esito di molte partite in corso: la Brexit, il futuro assetto europeo post elezioni, tensioni nel commercio internazionale con le sue spinte protezionistiche. Tutte queste considerazioni devono spingerci a chiedere con forza alla politica di porre nuovamente al centro del suo impegno la questione industriale per approntare tutti quegli strumenti che possano aiutare le imprese a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e per far si che l’industria 4.0 diventi veramente parte integrante delle nostre realtà imprenditoriali. Per fare ciò occorrerà sia investire in nuovi macchinari ma soprattutto in risorse umane”.

SCHEDA TECNICA

Per le aziende del campione migliorano le attese sulla produzione che passa dallo 0% del trimestre precedente al un +13,16% dell’attuale: a migliorare sensibilmente sono sia le industrie manifatturiere che quelle dei servizi. Resta positivo ma si raffredda leggermente il dato sui nuovi ordini dove dal +13,33% del trimestre precedente si passa ad un +11,11% dell’attuale. A trascinare verso il basso il dato è soprattutto il settore manifatturiero che fa registrare un dato negativo, tiene ed anzi migliora seppur di poco il dato fatto registrare dal settore dei servizi.

Frenano anche le attese complessive sull’export che passano da un +10% ad un +7,69%: a trascinare l’indice lievemente in basso è il settore dei servizi che fa registrare un saldo ottimisti-pessimisti negativo (-9,09%). Le dichiarazioni di investimento delle imprese variano sensibilmente rispetto al trimestre precedente: nello specifico passa dal 31,03% al 23,33% la percentuale delle aziende del campione che ha in programma un ampliamento della capacità produttiva mentre aumenta di circa 9 punti percentuali quella riferita ad interventi di semplice sostituzione.

Anche il tasso di utilizzazione della capacità produttiva peggiora, seppur di poco, passando da un +68,41% ad un +62,80%. Rispetto al trimestre precedente varia anche la composizione del carnet ordini: il 34,62% delle aziende ha ordini per meno di un mese, il 26,92% ha ordinativi per un periodo 1-3 mesi, il 38,46% ha ordini per oltre tre mesi. Dopo il miglioramento fatto registrare lo scorso trimestre torna a peggiorare il dato sull’andamento degli incassi: gli imprenditori che attendono pagamenti in ritardo rispetto ai tempi pattuiti passa dal +33,33% dello scorso trimestre al +54,05% dell’attuale.

Migliora di contro il dato relativo ai tempi di pagamento: la media è di 57 giorni, 48 giorni per la Pubblica Amministrazione. Perdono terreno le attese sull’occupazione che passano da un +2,94% del trimestre precedente ad un -2,56% del trimestre attuale. Aumenta il ricorso alla CIG che interessa il 13,16% delle imprese.

red. eco.

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