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CRONACA | 11 aprile 2019, 11:47

Inchiesta appalti: 'Amministratori e funzionari spregiudicati e sprezzanti all'ombra del Cervino'

Il presidente della Cervino spa, 'rifacciamo a nuova costruzione il bar Rocce Nere, che fa schifo..."; il capo ufficio tecnico comunale di Valtournenche, 'chi ci crederebbe dai...vedo di sistemartela'

I carabinieri sequestrano il bar Rocce Nere a Cervinia

I carabinieri sequestrano il bar Rocce Nere a Cervinia

"L'episodio della lottizzazione abusiva che interessa il bar 'Rocce Nere' a Plain Maison di Cervinia è un esempio di come alcuni amministratori e funzionari gestissero in modo spregiudicato e sprezzante il loro potere e il denaro pubblico".

E' il commento di un inquirente dell'Arma che da oltre un anno e mezzo sta lavorando nell'inchiesta Do Ut Des dei carabinieri di Chatillon/Saint-Vincent su un presunto giro di corruzione nella Valtournenche e in altri Comuni della Valle. Tra le diverse vicende oggetto di indagine vi è la ristrutturazione del bar 'Rocce Nere', gestito dalla società funiviaria Cervino spa a Plain Maison, ubicato in zona ad alta frequentazione turistica. Oggi il locale è stato sequestrato dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta che il 20 novembre scorso aveva portato in carcere, tra gli altri, l'ex responsabile dell'ufficio tecnico di Valtournenche, Fabio Chiavazza.

Per il reato di concorso in abuso edilizio sono ora indagati, oltre a Chiavazza, Federico Maquignaz, 52 anni, di Valtournenche, presidente e ad di Cervino spa, committente, Marco Zavattaro (48), architetto di Quart, direttore dei lavori, Enrico Giovanni Vigna (64) di Quincinetto (Torino), amministratore unico della ditta appaltatrice Ivies spa, Ivan Voyat (52) di Gressan, amministratore unico della ditta Edilvi costruzione srl, esecutore dei lavori e subappaltatore, Luca Frutaz (44) di Saint-Pierre amministratore della Chenevrier spa, subappaltore.

Secondo la procura, si legge nel decreto di sequestro preventivo, "senza i necessari titoli abilitativi e comunque sulla base del titolo abilitativo n. 164/2018 del 22 maggio 2018 rilasciato dal Suel della Valle d'Aosta, palesemente illegittimo in quanto affetto da numerose violazioni degli strumenti urbanistici comunali" dal gennaio 2018 hanno contribuito a realizzare "un immobile da adibire a bar ristorante, da definirsi nuova costruzione, con diversa volumetria e sagoma, con altezza di metri 12,5, quindi superiore a quella massima di 9, nonché con quattro piani fuori terra, superiori a quelli previsti, fabbricato da considerarsi nuova costruzione, vietata nel reticolo in questione".

Federico Maquignaz e Chiavazza sono anche indagati per corruzione in concorso perchè sarebbe stato proprio il vertice della Cervino spa a convincere il funzionario a prodigarsi per eliminare i diversi ostacoli burocratico-amministrativi che impedivano la speculazione edilizia pensata dal presidente della Cervino spa.

Il "patto corruttivo" siglato tra Maquignaz e Chiavazza aveva consentito la ristrutturazione del 'Rocce Nere' in violazione delle norme urbanistiche modificando la struttura del locale non in base a quanto previsto da Piano regolatore e leggi ma in base al semplice volere di Maquignaz, spregiudicato e insistente al punto da vincere le resistenze del capo ufficio tecnico di Valtournenche che, pur pronto a violare la legge, era rimasto perplesso di fronte alle richieste del vertice della Cervino, ovvero modifiche così radicali da trasformare l’immobile per quanto riguarda volumetria, sagoma ed elementi tipologici; dai 9 metri originali Maquignaz voleva aumentare l'altezza del fabbricato a quasi 13 metri. 

"Tu non capisci sono dodici metri, dodici metri e cinquanta è importante, io non vorrei mai che mi arrivasse qualcuno", aveva detto Chiavazza al presidente della Cervino spa, che gli aveva risposto: "Tieni presente che sono in Soprintendenza ci han già dato l'ok eh".

La pratica - dalla quale era stato esautorato un tecnico che aveva fatto presente a Chiavazza "le proprie perplessità" - era di "indubbio interesse, probabilmente in virtù dei buoni rapporti tra Chiavazza e Maquignaz", scrive il gip Giuseppe Colazingari nel decreto di sequestro dell'immobile. Tanto che l'allora capo dell'ufficio tecnico "preso atto del problema, opera strumentalmente per garantire il soddisfacimento del privato, prospettando il ricorso ad hoc al parere legale di un esperto di urbanistica, lamentandosi del fatto che col commissario (in quei giorni il Comune di Valtournenche era commissariato da Sara Bordet in quanto il sindaco Deborah Camaschella aveva dato le dimissioni ndr) non si possa parlare e comunque assicurando che si sarebbe fatto in quattro per risolvere il problema e che avrebbe fatto passare il progetto 'in qualche modo'".

Furono dunque realizzati tre piani fuori terra invece dei due consentiti e furono apportate varianti sostanziali dopo che Maquignaz ruscì a convincere Chiavazza persino con una perizia: in pratica era chiesto a un professionista (non l'ingegner Antonino Raso come erroneamente indicato in precedenza, che invece fu incaricato dalla Cervino spa di un parere urbanistico indipendente ma dopo il 20 novembre 2018 ovvero quando Chiavazza era già in carcere ndr) di valutare la possibilità di ovviare alle norme urbanistiche comunali, dimostrando che era possibile realizzare una struttura completamente nuova al posto di una ristrutturazione.

Cosa che aveva fatto saltare dalla sedia persino Chiavazza, come si evince dalle intercettazioni ambientali e telefoniche dei carabinieri.

"Cosa vorrebbe dire sta cosa qua...perchè non ci potrebbe credere nessuno eh...dai vedo di sistemarla...te la sistemo, per lunedì ti do una risposta" aveva detto il 26 febbraio 2017 Chiavazza a Maquignaz, il quale aveva risposto: "Che sia positiva per favore...andiamo a riqualificare una zona che...quel bar lì, ehm, fa schifo...andiamo a fare un bar che...che ci serve come immagine perchè comunque abbiamo un sacco di gente ma non abbiamo bar a sufficienza quindi...". 

Chiavazza aveva avuto l'ultima remora: "Ma sto bar è la Cervinio che lo chiede?". E Maquignaz: "E' la Cervino spa"; Chiavazza vuole essere sicuro: "Non è privato eh?".  Maquignaz risponde: "No, privata sarà la gestione...".

Due giorni dopo è tutto a posto: il 28 febbraio Chiavazza e Maquignaz si incontrano nell'ufficio tecnico del Comune e qui il funzionario conferma al presidente della Cervino spa di essere riuscito a 'sistemare la pratica'. Scrivono i carabinieri, che li ascoltavano in intercettazione ambientale: "Eloquente il tono ironico dell'esclamazione del Maquignaz, 'poi cosa facciamo, permesso a costruire o Scia?...permesso a costruire...perchè è una nuova costruzione!!!'. Esaustivo, in termini di valutazione del dolo, come Chiavazza si rivolga a Maquignaz porgendogli i documenti e dicendo "mi son dato da fare eh...leggi, poi mi ringrazierai eh'". Al momento degli arresti del 20 novembre scorso, non era stato ancora possibile accertare se e quando Maquignaz avesse poi 'retribuito' Chiavazza per il favore illecito compiuto.

 

 

 

patrizio gabetti

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