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CRONACA | 10 aprile 2019, 17:32

Tredicenne morta sugli sci a Cogne, pm chiede archiviazione fascicolo

Una pista di sci a Cogne (immagine di repertorio)

Una pista di sci a Cogne (immagine di repertorio)

Il pm Carlo Introvigne ha chiesto al gip l'archiviazione del fascicolo per omicidio colposo a carico di Daniele Gradizzi, maestro della scuola di sci Gran Paradiso, e Denis Lanaro, direttore delle piste del comprensorio di Cogne, aperto a seguito della morte, il 18 febbraio scorso, della tredicenne francese Elisa Virginie Degregori. Per la procura, dalle indagini svolte, non sono emerse responsabilità dirette addebitabili ai due indagati e a chi ha noleggiato l'attrezzatura da sci alla ragazza. La vittima sciava con il maestro, che la sua famiglia conosceva da tempo, e con la sorella di 14 anni, quando sulla pista numero 2 (una rossa, quindi di media difficoltà) aveva perso il controllo degli sci, uscendo dalla zona battuta e scontrandosi verosimilmente con un albero o una roccia.

L'allarme alcuni minuti dopo l'incidente, quando la ragazza non era stata vista arrivare a valle. Il corpo era stato trovato dai pisteurs secouristes e il medico dell'elisoccorso non aveva potuto che constatare il decesso.

"Per quanto l'esatta dinamica dell'uscita di pista della sfortunata vittima non sia ricostruibile nel dettaglio - scrive il pm - certamente non può dirsi che il maestro fosse troppo distante o l'abbia esposta a pericolo commettendo quello che potrebbe essere descritto come un errore del professionista del particolare campo. Se si considerano le circostanze (condizioni meteo e della neve, visibilità, tratto della pista senza difficoltà, esperienza di Elisa Virginie Degregori circa il comprensorio di Cogne) non può dirsi" che Daniele Gradizzi, maestro di sci della tredicenne francese morta il 18 febbraio scorso nello schianto contro "un albero ad alto fusto", "avesse elementi utili a prevedere e di conseguenza prevenire quanto accaduto".

 Inoltre Gradizzi è "particolarmente qualificato in quanto ha ottenuto a sua volta l'abilitazione come direttore di pista".

Riguardo a Lanaro - scrive il pm al gip - la pista "rispetta la normativa di settore" quanto a presenza "di segnaletica e protezioni da pericoli, dal momento che sono collocate reti nei punti in cui la pendenza e la presenza di curve lo suggeriscono in ossequio a un principio di cautela. L'incidente si è però verificato in un tratto in prossimità della fine della pista, rettilineo e con pendenza ridottissima, che non presenta alcuna difficoltà, soprattutto per una sciatrice che, benché giovane, aveva già percorso molte volte tutte le piste di Cogne ivi compresa quella 'nera' cioè la più difficile". Riguardo agli scarponi, agli sci e al casco noleggiati, "nessuna irregolarità è stata rilevata rispetto all'omologazione ed al fissaggio dell'attrezzatura".

ansa-rava

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