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Il rosso e il nero | 09 aprile 2019, 17:02

L'ARCO DI TRIONFO E I SALASSI

L'ARCO DI TRIONFO E I SALASSI

Le ultime resistenze dei Salassi cessarono nel 25 A.C. con la fondazione di Augusta Praetoria che sostituì l'antica Cordelia. Venne costruito, per celebrare l'evento, un Arco di trionfo dedicato ad Augusto. Questo popolo di origine celtica parlava il "gallico" e la lingua dei Salassi ha lasciato tracce inconfondibili nel patois valdostano (Brénva= larice, Daille= pino silvestre, Bérrio= grande roccia, Bard= villaggio fortificato, Ussel= altura).

Sul Gran San Bernardo era venerato il dio Penn, poi trasformato dai Romani nel dio Pennino. Nel matrimonio tra i coniugi vigeva una sorta di regime di separazione dei beni: la donna dopo il matrimonio restava proprietaria dei suoi beni. Nel vestiario usavano le brache, indumenti fatti di lino, canapa o lana ed erano decorati con motivi a quadretti o a righe. La loro era una religione animista/politeista.

Queste informazioni si possono ricavare scorrendo libri che riportano eventi tra mito e storia. Molti secoli dopo la conquista romana, ai piedi dell'Arco venne depositata negli anni intorno al 1914 una stele funeraria, poi trafugata ma ripristinata nel 1985 dal Comité des traditions.

La stele recita: LE SALASSE LONGTEMPS DEFENDI SES FOYERS. IL SUCCOMBA. ROME VICTORIEUSE ICI DEPOSA SES LAURIERS.

Ma torniamo ai giorni nostri. Ai piedi dell'Arco sono stati di recente collocati dei blocchi di marmo che, per la verità, mi piacciono molto. Perché mi consola immaginarli come dei cippi commemorativi per i Salassi. 

Un tardivo, inconsapevole, riconoscimento dei guerrieri Salassi morti per la libertà.

romano dell'aquila

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