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ECONOMIA | 08 aprile 2019, 13:08

Confagricoltura, 'settore primario valdostano in prima linea per futuro sostenibile'

Tanti giovani al seminario all'Institut agricole régional

Tanti giovani al seminario all'Institut agricole régional

"Gli agricoltori valdostani, penalizzati dalla carenza di infrastrutture, della banda larga e dei servizi pubblici essenziali, fanno fronte a difficoltà sempre maggiori".Lo ha detto Paolo Dentis, delegato dalla Confagricoltura nazionale all’Unione Regione degli Agricoltori-Confagricoltura VdA, intervenuto questa mattina al seminario organizzato dall’Institut Agricole Régional di Aosta dedicato al progetto 'CAPsizing' sulla resilienza climatica. Tutte queste difficoltà - ha insistito Dentis - se non affrontate adeguatamente, corrono il rischio di portare a un abbandono del territorio, con perdite e danni per tutta la collettività".

Complessivamente in Valle d’Aosta lavorano oltre 3.500 imprese agricole, che conducono una superficie di 55.595 ettari, con una media di 16 ettari per azienda; il 49% delle aziende però non raggiunge i due ettari di superficie agricola utilizzata. “L'agricoltura deve ripensare la propria funzione in un'ottica di sostenibilità e di resilienza, senza rinunciare al suo scopo principale che è quello di produrre alimenti per sfamare il pianeta”, ha dichiarato Dentis, aggiungendo che “l’obiettivo, per la Valle d’Aosta, può essere declinato con efficacia prevedendo una serie di operazioni che potranno essere sviluppate dalle imprese agricole multifunzionali, in grado di produrre eccellenze agroalimentari, di favorire un turismo moderno, di rivitalizzare le aree rurali più difficili, coniugando crescita e sostenibilità, con la proposizione di un’agricoltura innovativa e resiliente a servizio dell’ambiente e del miglioramento delle condizioni del clima e della qualità della vita”.

Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura della Valle d’Aosta, ha sostenuto che “gli agricoltori e gli allevatori valdostani sono consapevoli del fatto che si può produrre di più con meno e che dalla terra può partire un processo virtuoso di uso consapevole delle risorse, in particolare del suolo e dell’acqua, di riduzione delle emissioni in atmosfera, di riutilizzo degli scarti e di produzione di energia e di biocarburanti rinnovabili, che tanto possono dare alla nostra economia anche in termini di occupazione e di nuovi investimenti”.

red. eco.

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