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CULTURA | 08 aprile 2019, 09:30

Pont Saint Martin: La grande storia della Resistenza 1943 - 1948 raccontata da Gianni Oliva

La Commissione di gestione della Biblioteca comunale M. Giuseppe Capra, in collaborazione con la locale sezione ANPI MONTROSE, organizza, per il 12 aprile 2019 alle ore 21.00 presso il Centre culturel di Villa Michetti, una serata della rassegna Quattro chiacchiere in biblioteca 2019 con il professore Gianni Oliva autore del volume La grande storia della Resistenza 1943 - 1948

Pont Saint Martin: La grande storia della Resistenza 1943 - 1948 raccontata da Gianni Oliva

Con questo libro Gianni Oliva offre una mappa dettagliata e precisa a chi voglia comprendere le ragioni, il senso e le conseguenze di un’esperienza complessa, fondamentale quale è stata la Resistenza, per capire meglio il Paese in cui viviamo e quello che è successo dopo la fine della guerra e le conseguenze sullo sviluppo democratico successivo.

Nella Grande Storia c’è spazio per l’epopea partigiana e la sua quotidianità; il frastagliato fronte antifascista e l’Italia spaccata in due tra Nord e Sud; la resistenza silenziosa degli internati militari nei lager; il ruolo determinante degli Alleati. Ma non solo. Perché riaffermare il valore fondativo della Resistenza significa anche raccontare ciò che accade nei giorni conclusivi della guerra, nella drammatica resa dei conti finale: i cadaveri illustri di piazzale Loreto, gli improvvisati tribunali del popolo e le esecuzioni del maggio-giugno 1945 vengono inseriti nel contesto che li ha determinati e spiegati alla luce di una stagione in cui guerra di liberazione e guerra di classe si sono mescolate a forti componenti di guerra civile.

Una stagione che per essere compresa appieno va però estesa fino al 1948, quando l’entrata in vigore di una Costituzione che fonde nei suoi principi le diverse anime della Resistenza porta a compimento il viaggio di una generazione, e di un paese intero, dalla dittatura fascista alla democrazia. «Nell’immediato dopoguerra non si sono fatti i conti con l’epoca fascista. La classe dirigente, a livello nazionale, non fu completamente rinnovata, anche perché la guerra partigiana non aveva interessato tutta la Penisola. Con il tempo i nodi sono venuti al pettine. In una prima fase è prevalso il racconto romantico e virile della guerra partigiana. Un racconto parziale e non di rado mitologico, che ha tralasciato di indagare aspetti peculiari della guerra civile».

«Va sfatato il mito - spiega Gianni Oliva - di una sollevazione popolare capace di liberare, autonomamente, l’Italia dall’occupazione nazifascista. La Resistenza non fu un’esperienza significativa dal punto di vista militare, la sua importanza va ricercata nella spinta morale che diede al Paese. Un ottimo esempio è offerto dal Cuneese dove il movimento partigiano fu sostenuto dal mondo contadino, nonostante le gravi difficoltà economiche e la violenza dei rastrellamenti».

red. spe.

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