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Chez Nous | 06 aprile 2019, 12:00

Place Deffeyes Palazzo Chigi

Place Deffeyes Palazzo Chigi

Al bar: che differenza c’è tra il Governo valdostano e quello romano? - A Roma promettono e non fanno in Valle non fanno né promettono si limitano agli annunci.

Una battuta che la dice lunga sulla considerazione che ha parte dei valdostani dei nostri governanti. Una considerazione che se rapportata a quanto disse Sir Winston Churchill, “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni”, fotografa la nostra mediocre realtà.

Tutti pensano alle elezioni, tutti pensano alla poltrona, tutti pensano a farsi il partitino per poter dire che esistono.

Agli annunci romani Aosta risponde con protocolli di aria fritta. Ai dossier di Palazzo Chigi Place Deffeyes risponde con lettere di sollecito ai ministri su varie questioni che rimangono sul tavolo a impolverarsi. Fino ad oggi il governo Fosson ha fatto ben poco; molto meno delle aspettative. Il Governo Conte per il momento si è distinto per gli annunci. Quello di Fosson lo stesso.

Assessori silenti o che raccontano i loro sogni; ministri che giocano a chi le spara più grosse. E intanto la Petite Patrie e la grande Patria sprofondano.

Il passo di lato annunciato da Laurent Vierin, che ha anticipato oggi per il 2023 la non ricandidatura alle regionali, ha scombussolato il mondo unionista progressista ed il timone pare essere passato nelle mani di Luigi Bertschy che vola alto con le idee ma che è rasoterra con le cose concrete. Bertschy può contare sull’incondizionato appoggio del neo presidente dell’Uvp, il giovane Giuliano Morelli dall’ego smisurato da far invidia all’unto dal signore ma che al momento l’unica cosa concreta proposta è il ridimensionamento della prova di francese nei concorsi per le assunzioni nella sanità.

Nell’Uv la condanna di Augusto Rolladin pare aver dato una scossa ai vertici che hanno affiancato a Erik Lavevaz il valido sindaco di Saint Nicolas, Davide Sapinet, eletto vice presidente, ed hanno richiamato in servizio Aurelio Marguerettaz entrato nel Comité féderal. Ma la componente governativa continua a limitarsi all’ordinaria gestione della quotidianità.

Alpe sta aspettando Godot conservando il più possibile le poltrone in attesa che…

Per coprire l’inconsistenza legislativa e propositiva ora si sono buttati tutti sulle Europee dove a fare da capofila è la Stella Alpina che al momento è l’unica forza politica che da segni di vita con Carlo Marzi. Mentre il PnV, che subito dopo le elezioni ha abbandonato la casa comune con Stella alpina, continua a volare di fiore in fiore alla ricerca del nettare migliore.

Il pomposamente chiamato gruppo misto formato da Emily Rini – Presidente del Consiglio,  Antonio Fosson – presidente della Giunta, Claudio Restano – consigliere segretario, è al lavoro per “creare un nuovo soggetto politico”, che dovrebbe abbeverarsi alle acque di Toti il presidente della Liguria che si pone tra la Lega e Forza Italia.

Il gruppo misto conta tre esponenti seduti in altrettante poltrone grazie alla forza del condizionamento numerico di una maggioranza che si sta dimostrando sotto le aspettative.

Dall’altra parte dell’immobilità politica di maggioranza la Lega ed il Movimento 5 Stelle, che vivono dall’onda lunga nazionale ma che a livello locale, fatte rare eccezioni, non paiono in grado di aprire nuovi orizzonti alla Valle d’Aosta.

La Lega può contare sul sostegno incondizionato di Elso Gerandin e dei transfughi provenienti dalla famiglia grillina che hanno costituito il Mouv che poco mantiene delle originali motivazioni del suo concepimento.

Il panorama si chiude con chi si era presentato alle elezioni sotto il simbolo di Impegno Civico che ha portato in Consiglio tre eletti i quali hanno pensato bene, dopo pochi mesi, di separarsi e fondare Area Civica e Adu, che comunque danno segni di vitalità politica anche se limitati dai numeri e dalla convinzione che si possa governare dall’opposizione.

La scissione di Impegno Civico ha prodotto un effetto positivo al Comune di Aosta dove in Consiglio gli usciti da Alpe hanno trovato un tetto nella casa di Area Civica.

Ed in questo quadro di politica conservativa i valdostani, così come gli italiani, si dividono tra noiosi ed annoiati, tra chi provoca noia, come il trio Fosson – Bertschy – Testolin, e noi elettori valdostani che al momento assistono inermi ad un tragicomico spettacolo politico; il comico sta per i protagonisti politichini, il tragico per i valdostani.

Goethe scrisse che se le scimmie sapessero annoiarsi, diverrebbero uomini; come italiani siamo molto scimmie, specie durante la visione di talk-show, petulanti e caciaroni, sull'attuale politichetta. Da valdostani siamo umani perché siamo privati dalla visione di talk-show, petulanti e caciaroni, sull'attuale politichetta regionale.

Qualcuno ha detto, parlando di Palazzo Chigi, che la noia mortale per gli intrighi dei parlamentari nasce dall'uniformità e dall'indifferenza per tutto e tutti, espressione dell'ignoranza e dall'incompetenza dei nostri governanti. Quante analogie con Place Deffeyes dove la politichetta è sempre più grigia e ammuffita.

Insoddisfazione, demotivazione, delusione, frustrazione, senso di vuoto tutto questo riempie la Valle d’Aosta sepolta da una cappa di immobilismo che ha fatto cadere ogni tensione verso la partecipazione alla cosa pubblica.

Ma intanto loro parlano di elezioni Europee per far cosa non si sa. Forse per trovare le motivazioni che giustifichino la prosecuzione del governo Pd al Comune di Aosta che poco ha da insegnare al Campidoglio raggiano.

Place Deffeyes Palazzo Chigi.

piero.minuzzo@gmail.com

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