CULTURA | giovedì 20 giugno 2019 16:03

CULTURA | 30 marzo 2019, 12:47

Una serata al caffè con Georges Brassens e Francesco Lucat

Francesco Lucat al pianoforte

Francesco Lucat al pianoforte

Ci sono molti motivi per amare la lingua di Molière e Racine; uno di questi è senz’altro la possibilità che offre di entrare nell’universo poetico di Georges Brassens e delle sue canzoni. Una possibilità concretizzatasi venerdì sera 29 marzo al Caffè nazionale di Aosta da Georges nous parle de..., serata pensata, elaborata, canata e suonata da Francesco Lucat che per oltre un’ora e mezza ha accompagnato il pubblico attraverso le canzoni del grande chansonnier francese, padre riconosciuto dal giovane Fabrizio De André.

Lucat ha raccolto una ventina di brani raggruppandoli in sezioni: De soi même, Des chagrins de l’amour et le cruauté del filles, De l’amour débutant et des enfants qui s’aiment, De la mort, Des rencontres qui changent la vie, Des ses rencontres avec les poètes e De so même encore.

Oltre a Brassens un piccolo spazio è stato dedicato a chi ne ha diffuso l’arte in Italia, Nanni Svampa che l’ha tradotto in milanese e Fabrizio De André. Così Lucat ha cantato Le Gorille, “una canzone contro la pena di morte – ha precisato -e non contro la magistratura “, nelle tre versioni: francese, milanese e italiana. A chiudere la serata due canzoni apparentemente lontanissime fra loro, Les feuilles morteas di Prévert e Cosma e Le déserteur di Boris Vian, due capolavori della musica d’oltralpe.

Francesco Lucat non è un musicista di professione ma la passione e il suo talento sono davvero notevoli.

b.ago

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore