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ECONOMIA | 23 marzo 2019, 09:30

LA STANGATA

LA STANGATA

Nuvole nere sull'orizzonte dei pensionati. E il nubifragio si abbatterà, forse, a giugno e non ad aprile come era stato fissato in un primo tempo. Di cosa si tratta? Il tema delle pensioni continua ad essere ai primi posti dell'ordine del giorno sulla situazione socio-economica  del Paese. Come è noto a inizio di ogni anno è prevista la rivalutazione di tutte le pensioni per il loro adeguamento all'aumentato costo della vita.

E per il 2019 questo adeguamento sarebbe stato migliore di quello del 2018. Senonché il Governo gialloverde (ma ormai si dovrebbe dire verdegiallo per il sorpasso di Salvini sui 5 Stelle) doveva fare cassa per trovare i soldi necessari a pagare coloro che andranno in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione versata.

Chi viene chiamato in primo luogo a pagare questa ennesima tassa?

Non gli evasori fiscali di professione, non l'intera collettività, ma i soliti noti, cioè i pensionati! Saranno questi, infatti, a versare nelle casse dello Stato nel triennio 2019-2021 ben 3,6 miliardi di euro.

Come?

Tagliando la rivalutazione delle pensioni loro spettante dal 1° gennaio di quest'anno, a partire dai titolari di pensione di importo superiore a 1500 euro lordi al mese (circa 1200 netti). Un furto che, a scalare, andrà dai 5 ai 1134 euro in tre anni per le pensioni dai 1500 ai 6000 lordi al mese. In pratica la cosiddetta "quota 100" per i futuri pensionati sessantaduenni sarà in carico a chi  è già in pensione.

E poiché l'aumento previsto per la rivalutazione secondo le vecchie norme era già scattato dall'inizio dell'anno, adesso verrà recuperato in un solo colpo per i primi sei mesi dell'anno il 3 giugno prossimo (non lo fanno prima per evitare conseguenze negative e proteste in vista delle elezioni europee fissate per il 26 maggio prossimo).

E' questo il Governo del cambiamento con cui dovranno fare i conti 5,6 milioni di pensionati a giugno e nei mesi a venire. Per concludere, precisiamo che negli ultimi 20 anni i pensionati hanno già perso (dati ISTAT) il 30% del potere d'acquisto delle loro pensioni.

"E io pago!"...diceva Totò.

romano dell'aquila

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