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FEDE E RELIGIONI | 18 marzo 2019, 09:30

PAPA: La strada giusta

PAPA: La strada giusta

Elogio del «modello di cooperativa sociale»: perché «esso riesce a coniugare la logica dell’impresa» con «quella della solidarietà». Lo ha tessuto Papa Francesco a mezzogiorno di sabato 16 marzo ricevendo in udienza i soci della Confederazione delle cooperative italiane nel centenario di fondazione.

«Il vostro modello cooperativo, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa — ha ricordato il Pontefice nel suo lungo e articolato discorso pronunciato nell’Aula Paolo VI — corregge certe tendenze proprie del collettivismo e dello statalismo» e al contempo «frena le tentazioni dell’individualismo e dell’egoismo proprie del liberalismo».

In proposito Francesco ha esortato a «non dimenticare che questa visione della cooperazione, basata sulle relazioni e non sul profitto, va controcorrente rispetto alla mentalità del mondo». Infatti, ha spiegato, «solo se scopriamo che la nostra vera ricchezza sono le relazioni e non i meri beni materiali, allora troviamo modi alternativi per vivere e abitare in una società che non sia governata dal dio denaro, un idolo che la illude e poi la lascia sempre più disumana e ingiusta, e anche, direi, più povera».

In particolare, ha detto ancora il Pontefice, «il vantaggio più evidente della cooperazione è vincere la solitudine che trasforma la vita in un inferno». Insomma, per Francesco «cooperare è uno stile di vita» e un modo per «“scoperchiare il tetto” di un’economia che rischia di produrre beni ma a costo dell’ingiustizia sociale», ha aggiunto richiamando la fantasia e il coraggio degli amici del paralitico citati nel noto episodio del Vangelo di Marco.

Perché, ha commentato, «il “miracolo” della cooperazione è una strategia di squadra che apre un varco nel muro della folla indifferente che esclude chi è più debole». E dato che nel mondo globale sono soprattutto le donne a portare «il peso della povertà materiale, dell’esclusione sociale e dell’emarginazione culturale», il Pontefice ha concluso il suo discorso auspicando che la donna torni «a essere tra le priorità dei progetti futuri» in tale ambito.

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