Panta Rei | mercoledì 21 agosto 2019 10:39

Panta Rei | 16 marzo 2019, 10:58

E’ primavera, svegliatevi politichini!

E’ primavera, svegliatevi politichini!

Premetto che scrivo da Aosta, Aoste, Oûta o Veulla, cioè dal nostro capoluogo indicato con tutti gli appellativi storici, rigorosamente riportati da Wikipedia, che non siano Augusta Pretoria. Questo per sgombrare il campo dal possibile dubbio che mi si voglia assoggettare al potere oppressore di Roma, privandomi così dei miei diritti a una libera valdostanità.

Ho aperto con questa ironica parentesi in quanto mi piacerebbe sapere quanti  si sono sentiti veramente offesi o inquietati dal macroscopico “errore” informatico che ha portato a stampare su un documento d’identità la denominazione Porta Littoria anziché La Thuile. Perché poi neppure di errore si può parlare, in quanto il sistema ha seguito scientificamente l’algoritmo con cui era stato programmato, che è andato a ripescare dati riferiti al periodo richiesto.

Certo la svista è madornale e può aver generato qualche imbarazzo, ma da quello che ho potuto percepire ha suscitato più uno sconsolato divertimento che la percezione di una minaccia imminente da presentare, come “incresciosa e scandalosa”, addirittura in consiglio regionale. Gli attacchi all’autonomia vengono da ben altre parti che non siano la stravaganza involontaria di un pc e, se proprio vogliamo dirla tutta, appaiono sempre più come “incresciosi e scandalosi” autogol delle forze politiche sedicenti autonomiste, in realtà orientate verso una propria privilegiata autogestione, che sono riuscite a fiaccare nei valdostani l’orgoglio e l’entusiasmo di essere tali che neanche il fascismo, con le sue italianizzazioni e ben peggiori oppressioni, era riuscito a smorzare.

Che si vogliano farcire le sedute consiliari con le questioni più fantasiose mi pare, oltre che di una noia mortale, soprattutto il sintomo del vuoto ideologico ma più di tutto operativo di una politica disorientata e incapace di ritrovare il suo ruolo. L’essenziale sembra essere creare tensione, disaccordo e conflitto con gli avversari, cui addossare le colpe della propria irresponsabilità.

Questa sgradevole prassi da continua campagna elettorale non agevola la comprensione della situazione da parte della popolazione, anzi non fa che generare un fastidio, un diffuso mormorio che sta per diventare un boato: basta scaramucce, basta falsi alibi, basta giochi di sigle, basta alleanze della durata di un amoretto nevrotico! 

La gente è stanca di essere stanca della politica, secondo me è questa la verità. Se abbiamo passato questa fase, avevamo le nostre buone e innegabili ragioni. Ora, però, questa nostra “stanchezza” è diventata l’ennesimo pretesto della retorica della politichina che non ha più argomenti per abbindolarci.

Noi in realtà stiamo aspettando, sempre meno pazientemente, un cenno di azione, decisione e governo convincenti.

E’ primavera, svegliatevi politichini!

panta rey

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