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Chez Nous | 16 marzo 2019, 12:23

La lezione

La lezione

Venerdì 15 marzo 2019 rimarrà una data da ricordare anche in Valle d’Aosta. Anche nella nostra regione gli studenti hanno scioperato per la Giornata mondiale del clima. Si sono ispirati a Greta Thunberg, simbolo delle lotte giovanili contro i cambiamenti climatici. La Giornata impone alcune riflessioni.

E’ sbagliato chiamarlo sciopero perché lo sciopero è l’astensione totale o parziale dal lavoro attuata da lavoratori dipendenti per la tutela dei propri interessi. Meglio considerla, invece, una manifestazione; una manifestazione di sensibilizzazione che scarsa attenzione ha però avuto dagli adulti. Scarsa attenzione l’hanno avuta il corpo insegnante che poco ha fatto per rendere l’occasione come una lezione sullo stato di salute della Terra.

Strideva vedere gli studenti sfilare e al tempo stesso le porte aperte dei negozi e l’aria condizionata a balla per riscaldare i locali. Anche gli impianti di riscaldamento e di rinfrescamento contribuiscono ad aumentare l’inquinamento.

La manifestazione, forse, è stata definita uno sciopero perché nelle intenzioni degli organizzatori voleva essere un segnale contro una classe politica poco attenta alle politiche ambientali. E infatti i nostri politici ancora una volta hanno perso un’occasione di riscatto.

“Scioperiamo da scuola per il nostro futuro e continueremo a farlo per il tutto tempo necessario, gli adulti sono i benvenuti a unirsi a noi, insieme per la scienza”, ha scritto Greta su Twitter. Ma i nostri politici non sono andati i mezzo ai ragazzi ma sono stati i ragazzi a recarsi al Palazzo per incontrare chi dovrebbe compiere scelte coraggiose e magari impopolari per dare risposte concrete alle richieste dei giovani che non riescono ad immaginare il loro futuro.

Alcuni dirigenti scolastici erano in piazza con i loro studenti tanto che hanno emanato circolari con cui hanno riconosciuto la loro assenza da scuola come giustificata. Ma il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha detto: “Si va regolarmente a scuola”.  

Quando si è iniziato a parlare dei cambiamenti climatici, i primi in Valle furono l’indimenticato Albert Cerise, assessore regionale e presidente del Consiglio, e Luca Mercalli, Luca Mercalli, meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano, noto al pubblico televisivo italiano per la partecipazione alla popolare trasmissione Che tempo che fa, era scarsissima l’attenzione generale.

Oggi è cresciuta la sensibilità dei cittadini, ma scarsa attenzione viene ancora posta dalla politica che parla sempre al futuro quando sarebbero necessarie iniziative immediate: pedonalizzazioni, piste ciclabili, potenziamento del trasporto pubblico che deve essere più accessibile economicamente e più efficiente nei collegamenti.

Per realizzare piste ciclabili ad Aosta non ci vuole molto. Basterebbero pochi soldi ma tanta volontà politica che latita. Per il potenziamento dei trasporti urbani basterebbe meno ancora; c’è già un progetto ‘Carosello’ presentato in  comune negli anni 2000 dall’Aci. Ma serve la volontà politica che non c’é.

La terra, come ha detto Papa Francesco, va custodita non svenduta; deve essere custodita, con quella “passione” e quella “dedizione” che da tempo immemore le riservano i contadini. E oggi, in epoca di mutamenti e di eventi climatici sempre più estremi, questo tipo di attenzione è imprescindibile: “Come continuare a produrre buon cibo per la vita di tutti quando la stabilità climatica è a rischio, quando l’aria, l’acqua e il suolo stesso perdono la loro purezza a causa dell’inquinamento? Davvero ci accorgiamo dell’importanza di una puntuale azione di custodia del creato; davvero è urgente che le Nazioni riescano a collaborare per questo scopo fondamentale”.

Che il 15 marzo 2019 sia stata davvero una lezione e che i politici nostrani ne facciano tesoro. Se l’hanno capita!

piero.minuzzo@gmail.com

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