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ECONOMIA | 13 marzo 2019, 09:27

Dalle donne del terziario Confcommercio un appello per un nuovo umanesimo d’impresa

Un Paese che rinuncia alle donne è un Paese più povero perché rinuncia al 52% dei talenti utili alla crescita.

La presidente di Terziario Donna Confcommercio Patrizia Di Dio con Carlo Sangalli

La presidente di Terziario Donna Confcommercio Patrizia Di Dio con Carlo Sangalli

“Il Manifesto di Terziario Donna condensa ‘best practice’ che tutti dovremmo seguire. Certo, è più facile criticare che imitare i buoni esempi, come è scritto sul portale del palazzo Bartolini-Salimbeni. Ma per crescere dobbiamo emulare chi fa bene, chi porta qualità, talento e onestà anche nel nostro sistema di mercato. Ecco il senso profondo di questo Manifesto: raccogliere il buono per generare il meglio”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, ospite a sorpresa oggi a Firenze alla presentazione del Manifesto del gruppo Terziario Donna di Confcommercio.

Quella fiorentina è stata la prima tappa del tour di presentazione in Italia del documento, che in 18 punti racchiude i valori e principi che le imprenditrici di Confcommercio vogliono condividere con tutti gli attori del mondo economico. Valori come la dignità, il rispetto, la bellezza, la legalità, il talento e la meritocrazia, la sostenibilità e la responsabilità di impresa, che sono di fondamentale importanza nella crescita economica e sociale delle aziende e del nostro Paese.

Un Manifesto che nasce dal mondo economico ma che non è affatto solo economico, che viene dalle donne, ma non è solo per le donne perché questi valori non hanno genere, ma sono un patrimonio prezioso di tutti. Il sistema valoriale espresso da questo Manifesto, in cui sono fortemente connaturati anche i temi della legalità e dell’etica, è fortemente condivisibile dal pubblico e dal privato.

Un plauso a Confcommercio che traina le imprese verso questo sistema di valori perché anche la legalità non si cala dall’alto ma si costruisce tutti insieme. Il manifesto semplice, ma forte dei valori di vita e di impresa, che bisogna rimettere al centro in un momento in cui l'Italia sembra aver smarrito dei punti di riferimento, è articolato in 18 punti tesi a creare un tessuto culturale favorevole alla parità di genere, partendo dalla famiglia e dalla scuola. Un Paese che rinuncia alle donne è un Paese più povero perché rinuncia al 52% dei talenti utili alla crescita.

red. eco.

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