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FEDE E RELIGIONI | 12 marzo 2019, 09:30

PAPA: Per un cammino quaresimale ricco di frutti

PAPA: Per un cammino quaresimale ricco di frutti

«Auguro a tutti che il cammino quaresimale, da poco iniziato, sia ricco di frutti; e vi chiedo un ricordo nella preghiera per me e per i collaboratori della Curia romana, che questa sera inizieremo la settimana di esercizi spirituali». Lo ha detto il Papa al termine dell’Angelus recitato con i fedeli presenti in piazza San Pietro a mezzogiorno del 10 marzo, prima domenica di Quaresima.

Nel pomeriggio, infatti, il Pontefice ha raggiunto in pullman la casa Divin Maestro, ad Ariccia, dove fino a venerdì 15 il monaco benedettino olivetano Bernardo Francesco Maria Gianni, abate di San Miniato al Monte, tiene un ciclo di meditazioni sul tema «“La città dagli ardenti desideri”. Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo», che prende spunto da versi del poeta Mario Luzi (1914-2005) e dal “sogno” del sindaco Giorgio La Pira (1904-1977) che immaginava Firenze come una nuova Gerusalemme.In precedenza, prima della preghiera mariana, come di consueto Francesco aveva commentato il vangelo del giorno (Luca, 4, 1-13) sull’esperienza delle tentazioni di Gesù nel deserto.

Esse, ha spiegato, «indicano tre strade che il mondo sempre propone promettendo grandi successi». Si tratta, ha aggiunto, di «tre strade per ingannarci: l’avidità di possesso — avere, avere, avere —, la gloria umana e la strumentalizzazione di Dio»; insomma, «tre strade che ci porteranno alla rovina».La prima, quella “dell’avidità di possesso” — ha chiarito il Papa — «parte dal naturale e legittimo bisogno di nutrirsi, di vivere, di realizzarsi, di essere felici, per spingerci a credere che tutto ciò è possibile senza Dio».

La seconda riguarda «la strada della gloria umana», per la quale «si può perdere ogni dignità personale, ci si lascia corrompere dagli idoli del denaro, del successo e del potere, pur di raggiungere la propria autoaffermazione». Infine la terza ha che fare con la strumentalizzazione del Signore «a proprio vantaggio». E questa è «la tentazione forse più sottile: quella di voler “tirare Dio dalla nostra parte”, chiedendogli grazie che in realtà servono e serviranno a soddisfare il nostro orgoglio».

Di conseguenza, ha proseguito il Pontefice, «Gesù, affrontando in prima persona queste prove, vince per tre volte la tentazione per aderire pienamente al progetto del Padre», indicando anche «i rimedi: la vita interiore, la fede in Dio, la certezza del suo amore, la certezza che Dio ci ama, che è Padre, e con questa certezza vinceremo ogni tentazione». In particolare Papa Francesco ha attirato l’attenzione su un aspetto «interessante: Gesù nel rispondere al tentatore non entra in dialogo, ma risponde alle tre sfide soltanto con la parola di Dio».

Ed ecco allora la conclusione del Pontefice: «Questo ci insegna che con il diavolo non si dialoga, non si deve dialogare, soltanto gli si risponde con la parola di Dio».

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